Un nuovo importante capitolo sul futuro progetto previsto nella Tenuta di Rimigliano, la cui variante al regolamento urbanistico è stata approvata in consiglio comunale lo scorso 3 ottobre, si aggiunge all'ormai annosa circa il destino dell'area. E si aggiunge attraverso i documenti ufficiali relativi al piano che lo stesso Comune di San Vincenzo ha diffuso in questi giorni sul proprio sito. Dalla lettura dello studio idrologico idraulico effettuato dalla Ingeco di Pisa, e allegato ai documenti della variante, si apprende che i corsi d'acqua della Tenuta «non sono globalmente in grado - si legge - di far defluire le portate di piena anche per bassi tempi di ritorni». Una notizia, questa, mai comunicata prima della pubblicazione di tali documenti. Dopo i gravi problemi verificatisi ultimamente anche in Toscana a seguito di dissesti idrogeologici, questa notizia, secondo alcuni oppositori dell'intervento urbanistico, potrebbe rimettere in dubbio la totalità del piano, soprattutto a seguito delle recenti leggi regionali che impediscono la costruzione di edifici vicino ai corsi d'acqua e in zone a rischio idraulico. Secondo il documento ufficiale, «la Fossa Calda - si legge - presenta incapacità di deflusso nel tratto a monte della congiunzione con il Rio Santa Barbara» e «il canale di Rimigliano ventrale è totalmente incapace di far defluire le portate di piena a causa della limitata capacità di sollevamento dell'impianto idrovoro e alle pendenze di fondo praticamente assenti». Inoltre, dal punto successivo si apprende che il canale di Rimigliano orientale è anch'esso «interessato - si legge nelleo studio - da importanti esondazioni, specialmente nel tratto dell'immissione con la Fossa Calda alla linea ferroviaria». La zona in prossimità della foce è il punto nevralgico, secondo lo studio, per l'efficienza di deflusso della rete: «Gli elevati livelli del mare - si legge nel documento ufficiale - raggiunti durante le mareggiate impediscono il corretto smaltimento delle acque e i livelli liquidi nei canali sono notevolmente rigurgitati». Per contrastare questi rischi, l'Ingeco propone di realizzare una nuova stazione di sollevamento che serva sia il canale di Rimigliano centrale che orientale, che possa recapitare in mare attraverso una condotta forzata o un canale sopraelevato. La condotta forzata o il canale sopraelevato bypasserà tutto il sistema della foce dopo aver attraversato la via della Principessa e la spiaggia.