Quel ridicolo "piano del colore" del 1999. Lunedì all'asta Magazzini generali e Silos Non ci crederete ma dal 1999 esiste a Messina un "Piano del colore dei marciapiedi del centro cittadino". Era esattamente il 5 novembre di 12 anni fa allorché, a Palazzo Zanca, si riunirono, convocati dall'allora (e attuale) assessore Gianfranco Scoglio, i rappresentanti della Soprintendenza ai Beni culturali, dell'Ordine degli architetti e i funzionari e tecnici dei vari Dipartimenti comunali interessati. In quell'occasione si affrontò il tema degli interventi relativi al quadrilatero ricompreso tra le vie La Farina, viale Europa, via Cesare Battisti e via Tommaso Cannizzaro. In realtà, vi era stata già una precedente riunione, nella primavera di quello stesso anno, durante la quale era stata definita l'adozione del "tipo di pavimentazione dei marciapiedi con mattoni quadrati 40X40 in monostrato vulcanico". A novembre la "task force", composta dall'architetto Anna Piccione (Soprintendenza), dall'architetto Antonio Caligiore (Ordine), dall'esperto del sindaco Gesualdo Campo, dall'architetto Nino Principato (assente il presidente della Commissione edilizia, ing. Luigi Giacobbe), decise di suddividere il quadrilatero in otto grandi comparti con asse principale il Viale San Martino. Si stabilì di trattare omogeneamente tutte le zone del centro e venne anche indicata l'opzione cromatica del monostrato vulcanico. Colori dai toni chiari («fermo restando si legge negli atti di quella riunione che la scelta s'intesta ai progettisti»), il verde per il perimetro principale, il giallo per gli otto comparti. «A salvaguardia dell'intervento faceva mettere a verbale la Soprintendenza si raccomanda il coordinamento con gli altri rami dell'amministrazione, quali la viabilità e l'arredo urbano, al fine di evitare che nel caso di sostituzione della segnaletica o di piantumazione di nuovi alberi o di altro ancora, non venga interrotta la continuità dei manti pavimentali che dovrà essere ricostituita con integrazione dei medesimi materiali». Il riferimento era agli interventi che sarebbero stati effettuati nell'area pedonale attorno al Duomo ma avrebbe dovuto valere per l'intero centro urbano. Quel "piano del colore" è naufragato miseramente e oggi il cuore di Messina è solo un'accozzaglia di mattonelle-arlecchino, ridotte in condizioni pietose o appena collocate, come nel caso dei cantieri lavoro del Viale, ma già da sostituire per la loro evidente "incompatibilità" con le minime regole del decoro urbano. Costerà caro questo "scherzetto" dei cantieri-burla, perché il Comune (questa o la prossima amministrazione) dovrà assolutamente prevedere un nuovo piano di riqualificazione dei marciapiedi e dell'arredo urbano in tutte le vie del centro. Sono stati buttati letteralmente soldi dalla finestra e la Soprintendenza, che aveva dato le sue prescrizioni nel 1999 (avallando la scelta di colori quanto meno discutibili, come il "giallo paglierino"), stavolta non sembra essere intervenuta. Ci avviciniamo al Natale e c'è davvero poco da festeggiare. Il Comune cerca di fronteggiare la gravissima crisi economico-finanziaria (che ovviamente non riguarda solo Messina) rilanciando il programma di alienazione dei propri beni. Lunedì torneranno all'asta cinque lotti immobiliari comprendenti gli ex Magazzini generali (la base è di 5 milioni 430 mila euro), gli ex Silos granai (12 milioni 77 mila euro), un terreno adiacente al torrente Trapani (55 mila 800 euro), l'ex scuola di Gesso Stazione (16 mila euro), la sede ex Amam di Gravitelli (960 mila euro). Complessivamente l'amministrazione cerca di incassare più di 18 milioni di euro ma le altre aste non sono andate a buon fine e nessuno si fa soverchie illusioni neppure per il pubblico incanto di lunedì. Gli edifici che più dovrebbero far gola sono quelli degli ex Magazzini generali di via Luigi Rizzo e degli ex Silos granai, tra le vie Savoca e Valore (al confine con piazza della Repubblica). Nel primo caso si prevede il cambio di destinazione d'uso ad attività commerciali, direzionali e residenziali; nel secondo, il progetto preliminare ipotizza un edificio residenziale con parti commerciali, ristoranti e aree di parcheggio. I cinque beni del pubblico incanto Gli ex Magazzini generali sono tra i cinque beni messi in vendita dal Comune. L'importo a base d'asta è di 5 milioni 430 mila euro. Il progetto prevede la demolizione e ricostruzione di un fabbricato a sette elevazioni fuori terra, più seminterrato e iI cambio di destinazione d'uso ad attività commerciali e residenziali. Gli ex Silos granai sono in vendita con base d'asta a partire da 12 milioni 77 mila euro. Dovrà essere realizzato un edificio residenziale con parti commerciali, ristoranti e aree di parcheggio. Gli altri beni sono ubicati a Gravitelli (ex sede Amam), al torrente Trapani (un terreno) e a Gesso Stazione (la vecchia scuola comunale).