Dopo anni di polemiche, apre le porte la chiesa che richiama il mare Di una bellezza semplice che si richiama al moderno, mette insieme architettura e senso artistico-religioso. Marmi di colore bianco e bronzo. Domani verrà inaugurata dal vescovo Mogavero La fonte battesimale con le statue di Gesù Cristo e S. Giovanni Battista Pantelleria. La demolizione con le ruspe che la sventravano, abbattendo i muri, il tetto e il campanile sotto gli occhi lucidi dei fedeli suscitò non poche polemiche a Pantelleria. Era il marzo del 2002 quando la Matrice costruita negli anni '40 su progetto di Enrico Del Debbio fu abbattuta per fare posto alla nuova chiesa. Diversa nello stile ma pur sempre una Matrice che sull'isola sta nel mezzo del Castello Barbacane e del palazzo comunale, a dimostrarne la sua centralità. L'ha pensata in stile moderno, quasi a raffigurare un enorme dammuso, l'architetto Gabriella Giuntoli (col coordinamento dell'ufficio diocesano dei beni ecclesiastici diretto da don Leo Di Simone e e Bartolomeo Fontana) che, in questi anni, ha seguito i lavori. Ed eccola nata la nuova Matrice che domani - la celebrazione alle 11 presieduta dal vescovo mons. Domenico Mogavero - sarà aperta ai fedeli. Il portone che guarda al mare si aprirà per accogliere i panteschi, quelli che in questi lunghi anni di lavori si sono raccolti in preghiera nella tendostruttura. Ma accoglierà anche i tanti forestieri che di Pantelleria ne hanno fatto la loro seconda casa e a questa nuova Matrice hanno messo anche del loro (con offerte economiche) per tirare su la cupola con tessere di mosaico. Nomi illustri come GiorgioArmani (che alla Matrice ha donato anche i paramenti di seta) e Carol Bouquet, insieme a tanti altri nomi. La nuova Matrice ha la forma di un enorme dammuso, muri in cemento armato dipinti di un azzurro chiaro che richiama il mare. «Quel Mediterraneo che bagna qualsiasi angolo dell'isola - dice monsignor Domenico Mogavero - e che ci richiama ad un'umanità dell'accoglienza. Ma è anche la centralità nel mezzo di questo mare che da il valore aggiunto a questa Matrice che torna ad essere il punto di riferimento dei fedeli di tutta l'isola». La nuova costruzione è stata finanziata coi fondi della Confederazione Episcopale Italiana (3,2 milioni), i sagrati e le opere esterne con un finanziamento regionale di 1,3 milioni. Ma bisogna entrarci dentro per scoprirne una bellezza semplice, lineare che si richiama al moderno e che mette insieme la componente architettonica e artistico-religiosa. Marmo bianco e bronzo. Gli arredi sono di Ernesto Lamagna. Come i due amboni con un angelo e l'aquila che sulle sue ali regge una lastra di cristallo come leggio. Per il portone principale Lamagna ha disegnato due angeli che sembrano fuoriuscire dal mastodontico portone in acciao corton. «Le sculture - spiega la Giuntoli - vogliono richiamare alla mente il Satiro danzante di Mazara del Vallo, questo a sottolineare le radici storiche e culturali di Pantelleria». Sulle porti laterali a far da maniglioni ci sono i simboli del mare e della terra. La fonte battesimale è davvero originale, perché da il giusto rilievo al sacramento del battesimo. È una fonte ad immersione a forma di croce con tre gradini di marmo dove sono state sistemate due figure a misura d'uomo, una di Cristo e l'altra del Battista. Dalla conchiglia del Battista scorre l'acqua che, bagnando il capo del Cristo, si raccogliea i suoi piedi. Alle spalle è stato sistemato un ulivo vero che bagna, idealmente, le sue radici nell'acqua stessa della fonte. Sul tetto svetta, invece, la cupola realizzata con tasselli di mosaico, posizionato su delle arcate di legno massiccio. È una cupola sui quali soffieranno i venti del Mediterraneo, in questa nuova Matrice che s'affaccia sul porto. «Proprio sulla banchina fa, in occasione di Giovaninfesta, abbiamo versato l'acqua benedetta a mare in memoria di chi ha perso la vita in queste acque. Non dimentichiamo quell'umanesimo mediterraneo che sull'isola spesso si è concretizzato con l'accoglienza degli immigrati». l. s. 10122011