È denuncia sull'ex convento di Sant'Agostino restaurato e chiuso Il Comune chiama in causa la Regione per lo stato di degrado in cui versa l'ex convento di Sant'Agostino. A un anno dall'ultimo sopralluogo da parte dei consiglieri comunali, la commissione Urbanistica torna a riaccendere i riflettori su una delle incompiute di Ortigia. L'edificio di via Nizza è stato restaurato con i fondi comunitari al fine di destinarlo in parte a sede museale e in parte per la sezione Archivistica della Soprintendenza. Il palazzo è di proprietà della Regione che aveva deciso di allocarvi il museo del Papiro: uno dei più prestigiosi al mondo e tuttora in affitto in viale Teocrito. Ultimati i lavori di restauro, l'ex convento è stato consegnato alla direzione del museo del Papiro e alla Soprintendenza che, però, non si sono trasferiti. In particolare, le condizioni per ospitare i reperti papiracei non sono buone e per un'adeguata sistemazione dell'immobile occorrono ancora soldi. «Un anno fa - denuncia il presidente della commissione Urbanistica, Salvo Sorbello - a seguito di un nostro sopralluogo abbiamo accertato le condizioni di abbandono in cui si trova l'edificio. Ad oggi nulla è stato fatto e la mancanza di interventi aggrava lo stato di incuria. Per questo chiediamo all'assessorato regionale ai Beni culturali di dirci cosa intende fare della struttura». Si chiama in causa, dunque, l'assessore Sebastiano Missineo per conoscere quali sono le intenzioni della Regione nei confronti dell'immobile per la cui manutenzione, secondo una prima stima, occorrono 600 mila euro. «La cifra è destinata ad aumentare - aggiunge Sorbello - vista l'assenza di opere in questi mesi. Non è possibile assistere a questo degrado. Il Consiglio comunale dovrà esprimersi sulla destinazione d'uso degli immobili pubblici di Ortigia, quando si dovrà discutere in aula del Piano particolareggiato, e dunque ha il diritto di sapere quali sono i progetti di queste incompiute scandalose». La commissione Urbanistica accenna anche a un altro edificio pubblico: il liceo classico Gargallo. Di proprietà comunale ma gestito dalla Provincia in quanto destinato ad ospitare una scuola superiore, l'immobile attende da anni la fine del restauro. «Di questo passo non ritornerà mai ad ospitare il liceo classico - conclude Sorbello -, e non capiamo il motivo per cui nessuno ne parli più nè, soprattutto, non si lavori alla seconda fase del progetto di restauro che compete alla Provincia». isabella di bartolo 10122011