Melilli. Il commissario all'Ambiente dell'Unione europea Janez Potocnik, rispondendo all'interrogazione sul rigassificatore di Melilli presentata dall'europarlamentare Rita Borsellino, ha confermato che tutta la documentazione è completa e, quindi, non ha nulla da obiettare. La Borsellino aveva richiesto una risposta scritta dal commissario all'Ambiente dell'Ue, facendo rilevare che «la società Ionio gas (joint venture Erg-Schell) ha chiesto l'autorizzazione per costruire un impianto di rigassificazione di Gnl (Gas naturale liquido) in una zona industriale di Melilli. «Il progetto - ha rilevato l'europarlamentare - prevede la realizzazione di tre serbatoi con una capacità di 150.000 metri cubi ciascuno. L'impianto sarà situato vicino a una zona residenziale, non lontano dal sito archeologico Megara Iblea e le saline di Priolo, zona protetta. La costruzione di questo impianto di rigassificazione a Melilli avrebbe un impatto significativo sull'ambiente, date le sue dimensioni e la vicinanza alla città, al sito Megera Iblea e alle Saline di Priolo riserva naturale. L'impianto sarebbe anche vicino ad uno dei più grandi complessi petrolchimici d'Europa. L'area è stata classificata come zona ad alto rischio ambientale. I potenziali rischi del sito scelto per l'impianto sono stati evidenziati nella decisione n. 11108 del Comitato tecnico regionale. Paradossalmente, tale documento è stato prodotto dal Ctr (Comitato tecnico regionale) due anni dopo che la licenza edilizia provvisoria La Borsellino ha quindi chiesto alla Commissione di affrontare i rischi potenziali di questo progetto e verificare, alla luce del pericolo di incidenti rilevanti, se le autorità rispettato le disposizioni di cui all'articolo 13 (5) della direttiva 9682 C.e. A parte il fatto che la decisione n.11108 del Ctr è superata in quanto, proprio lo scorso mese lo stesso Ctr ha revocato quanto deliberato nel 2008, nella risposta data dal commissario all'Ambiente dell'Unione europea, a nome della Commissione, viene evidenziato che «ai sensi dell'articolo 13 (5) della direttiva 9682CE gli Stati membri sono tenuti a garantire che il pubblico è in grado di esprimere il suo parere nella pianificazione di nuovi stabilimenti. Sul sito del ministero dell'Ambiente italiano le informazioni si possono trovare: una valutazione di impatto ambientale (che include la consultazione del pubblico) è stata condotta sul progetto cui fa riferimento l'onorevole parlamentare. Pertanto la Commissione non può identificare motivi che giustifichino ulteriori indagini in questa materia». Come dire: ma perché ancora non è stata data l'autorizzazione alla Ionio gas? Tutte le categorie imprenditoriali hanno indicato in questo impianto l'unica strada che potrà dare ancora lavoro nella zona industriale per almeno i prossimi 30 anni. Ma forse «là dove si puote» è stato deciso che Siracusa e la sua provincia devono rimanere la cenerentola della Sicilia. Paolo Mangiafico 10122011