Fino a ora non sono stati accertati fatti penalmente rilevanti. Un esposto e un dossier la strada per i mosaici Piazza Armerina. Non sarebbero fino a oggi emersi fatti "penalmente rilevanti" nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura di Enna sui lavori alla Villa Romana del Casale. Il fascicolo rimane senza indagati e senza ipotesi di reato, ma gli accertamenti non sarebbero ancora conclusi. L'indagine è scaturita dall'esposto denuncia e dal dossier depositato quasi 2 anni fa dal rappresentante di Confesercenti sulle problematiche della Villa del Casale, esposto al quale successivamente se ne aggiunse un secondo. Il primo riguardava propriamente gli interventi all'interno del sito archeologico e alla luce di alcune tesi contenute nell'esposto chiedeva di verificare se le somme residue del finanziamento fossero sufficienti a completare l'intervento previsto dal progetto, che riguarda il rifacimento delle coperture ed il restauro dei mosaici. Il secondo esposto, invece riguarda i lavori realizzati all'esterno dell'area archeologica con i finanziamenti Pit ottenuti dalla provincia. Si tratta di oltre 6 milioni di euro concessi per la realizzazione delle infrastrutture a supporto del sito archeologico e quindi l'area di parcheggio, la strada e l'area commerciale per la sistemazione degli stand dei commercianti. Il procuratore Ferrotti nei mesi scorsi aveva disposto la riunificazione dei fascicoli e disposto una serie di deleghe per i diversi accertamenti, affidati ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico e alla Digos. Gli accertamenti quindi sono complessi e, se sono state esaminati i punti sollevati dagli esposti, riguardano anche aspetti tecnici specialistici, quali la parte dei restauri e delle coperture. Nelle scorse settimane dopo una "visita lampo" alla Villa Vittorio Sgarbi e l'assessore regionale ai Beni culturali Armao avrebbero costatato che manca ancora buona parte delle coperture, mentre sembra che sia stato predisposto un secondo dossier, probabilmente indirizzato alla Protezione civile nazionale, nel quale si ribadisce che la zona commerciale è stata spostata rispetto al progetto originario con la motivazione della "presenza di reperti ritenuti importanti" ma che secondo la denuncia giacciono abbandonati e per i quali non sono stati effettuati né recinzioni né messa un sicurezza. Lo spostamento era stato duramente contestato perché la zona individuata con la variante, negli anni '90 è stata interamente allagata dalla piena del torrente. Nell'esposto è stato chiesto di verificare la corrispondenza tra i progetti originari ed i lavori eseguiti, ma anche di effettuare una ricognizione sulle somme spese e quelle residue per tutti gli interventi previsti nella zona archeologica. Dagli accertamenti, fino a oggi, non è emerso nulla di penalmente rilevante. Giulia Martorana 10122011
SICILIA - Lavori Villa del Casale, l'inchiesta continua Piazza Armerina.
La Procura di Enna sta indagando sull'inchiesta aperta sui lavori alla Villa Romana del Casale, ma non sono stati accertati fatti penalmente rilevanti. L'indagine è scaturita dall'esposto denuncia e dal dossier depositato quasi 2 anni fa dal rappresentante di Confesercenti sulle problematiche della Villa del Casale. Gli accertamenti riguardano gli interventi all'interno del sito archeologico e alla luce di alcune tese contenute nell'esposto, nonché i lavori realizzati all'esterno dell'area archeologica con i finanziamenti Pit. Il procuratore Ferrotti ha disposto la riunificazione dei fascicoli e deleghe per i diversi accertamenti, affidati ai carabinieri e alla Digos.
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