Testimonianze di antichissime civiltà, dagli Assiri e Babilonesi fino ai Parti e Sassanidi, 38.000 reperti archeologici e pezzi d'antiquariato sono stati recuperati dall'Iraq dopo essere spariti nei saccheggi avvenuti in particolare a partire dal 2003, anno della caduta di Saddam Hussein, quando gran parte del Paese cadde in una situazione di anarchia, tra violenze politiche e interconfessionali. Un'opera di salvataggio culturale reso possibile anche dall'impegno dell'Italia, a cui fu affidato, subito dopo il rovesciamento del passato regime, il dipartimento dei Beni culturali del governo provvisorio, gestito dal diplomatico Pietro Cordone. È Muhsin Hassan Ali, vice direttore generale della commissione governativa per le antichità e il patrimonio culturale, a rendere noti i dati dell'attività di recupero in questi quasi nove anni, mentre le truppe americane si apprestano a lasciare il Paese. Ali ha precisato che 4.200 dei pezzi ritrovati appartengono al Museo nazionale di Baghdad, saccheggiato nei giorni immediatamente successivi alla fuga di Saddam, nell'aprile 2003. Ma altre migliaia di reperti un tempo esposti nel Museo rimangono per il momento introvabili. «Le antichità recuperate - ha sottolineato il responsabile iracheno - appartengono a diverse epoche storiche e comprendono piatti e manufatti di vetro e ceramica, statue in pietra di varie dimensioni e forme, sigilli cilindrici, coltelli, armi e tavolette in argilla con scritte cuneiformi». Diversi pezzi sono stati sequestrati negli ultimi anni in Paesi stranieri, tra i quali l'Italia, la Gran Bretagna e gli Usa, dove erano stati contrabbandati da trafficanti internazionali d'arte. Il portavoce del ministero del Turismo e delle Antichità, Abdul Zahra al Taliqani, ha sottolineato che ancora negli ultimi mesi le forze di sicurezza irachene hanno sequestrato nella città di Najaf 63 pezzi appartenenti alle civilità dei Neo-Babilonesi, Parti e Sassanidi che stavano per essere esportati. Mentre la Svizzera ha trovato e consegnato alle autorità di Baghdad altri due importantissimi reperti. Si tratta di tavolette in pietra risalenti al 640 avanti Cristo circa, sparite negli anni '80 da uno degli antichi palazzi della città assira di Nimrud. Ma la «caccia» non si ferma. Ahmad Kamil Mohammad, vice direttore del Museo nazionale, ha detto che una delegazione del governo di Baghdad si trova a Berlino per negoziare la restituzione di 42 pezzi sequestrati dalla polizia tedesca a partire dal 2003 mentre venivano esposti per essere venduti in aste pubbliche. Tra questi reperti vi è una scure appartenente al re sumero Shulgi, della terza dinastia di Ur, un elmetto e un piatto in oro e pezzi di ceramica usati come decorazioni della porta di Ishtar a Babilonia. 10122011
SICILIA - Archeologia. Recuperati 38.000 pezzi in Iraq
Negli ultimi nove anni, il governo iracheno ha recuperato 38.000 reperti archeologici e pezzi d'antiquariato, tra cui 4.200 pezzi del Museo nazionale di Baghdad, saccheggiato nel 2003. I reperti recuperati includono piatti e manufatti di vetro e ceramica, statue in pietra, sigilli cilindrici, coltelli, armi e tavolette in argilla con scritte cuneiformi. Alcuni pezzi sono stati sequestrati in Paesi stranieri, tra cui l'Italia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, dove erano stati contrabbandati da trafficanti internazionali d'arte.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo