Scoperta unaltra barca del III secolo, ma i lavori sono senza fondi Ritrovamenti di grande importanza tra Ostia e Fiumicino Doveva ospitare solo un ponte ed è diventata famosa come cimitero di navi romane. La Scafa a Isola Sacra è la località che ha restituito, nel giro di pochi mesi, due reperti unici dellarcheologia navale. La prima nave romana è riemersa tra Fiumicino e Ostia Antica nel febbraio scorso con i suoi dodici metri di lunghezza, durante gli scavi preventivi per il ponte. Ma il vero tesoro sta ancora più sotto: una seconda nave, datata poco prima del III secolo d.C. il cui intero perimetro è stato messo in luce poche settimane fa, sfoggiando un primato di oltre quattordici metri di lunghezza e sei di larghezza, che la fa considerare dagli studiosi "un unicum nel litorale laziale". La chiamano "Isola Sacra 2", per differenziarla dalla prima nave, rispetto a cui è orientata in senso opposto, da est ad ovest: «Conserva perfettamente le strutture delle fiancate alte - racconta Paola Germoni, direttrice dei lavori - dove spiccano addirittura i bagli, ossia le assi trasversali che correvano da una fiancata allaltra con funzione di sostenere il ponte sovrastante». I dubbi sulla sua funzione ancora non sono sciolti: «Non siamo ancora arrivati alla chiglia e non possiamo dire se marittima o fluviale dice Germoni - ma a renderla interessante sono le travi massicce, segno di unimbarcazione potente, che ha vissuto e lavorato a lungo, anche perché abbiamo trovato segni di riparazioni antiche sulle fiancate». La sua scoperta ha posto i cardini per una rilettura geoarcheologica della costa: «Dato incontrovertibile è che tra II e III secolo d. C. lì cera un ambiente misto, dacqua marina e dolce dice Germoni - con probabilmente una palude con sbocco sul mare e le imbarcazioni potrebbero essere finite lì per movimenti marini violenti». Allinterno della nave è stata trovata unanfora integra, di produzione africana datata tra II e III secolo, così come allesterno, da fango e terra, sono riemerse una ventina di altre anfore con sigle dipinte che rientrano nel grande traffico mercantile dai paesi del nord Africa. Ma proprio questo patrimonio sembra essere al centro di una querelle tra Soprintendenza e il sindaco Gianni Alemanno. Il 24 novembre scorso dal palco dellassemblea dei costruttori romani il primo cittadino aveva accusato gli archeologi di bloccare il nuovo ponte della Scafa per «starsene lì a contemplare le navi da mesi, per fare cosa?». «Il ponte non è bloccato da due navi romane replicano in soprintendenza nel progetto larea delle navi non è interessata dai piloni del ponte, ma solo da viabilità accessoria. Anzi è Roma Capitale che ha sospeso i fondi per completare le indagini nelle altre tre aree archeologiche interessate dal progetto». I lavori sono andati avanti finora con fondi di Roma Capitale e della Soprintendenza, che ha messo in campo 300 mila euro, e uno staff di massimi esperti, dai centri di ricerca francesi, ai tecnici della conservazione del legno, dallarcheologia subacquea ai geologi. Per questo la Soprintendenza invita Alemanno a visitare il cantiere «in unottica di future proficue intese per la valorizzazione».
LAZIO - Polemica tra Soprintendenza e Campidoglio "Archeologi fermi da mesi davanti agli scavi"
Nel febbraio scorso, durante gli scavi preventivi per il ponte della Scafa, è stata scoperta una nave romana con 12 metri di lunghezza. La nave, datata poco prima del III secolo d.C., è stata trovata tra Fiumicino e Ostia Antica. La seconda nave, chiamata "Isola Sacra 2", è stata trovata poche settimane dopo, con 14 metri di lunghezza e 6 di larghezza. Questa nave è considerata un unicum nel litorale laziale. La Scafa era un luogo dove si trovavano solo un ponte e un cimitero di navi romane. Gli scavi hanno rivelato strutture delle fiancate alte e travi massicce, segno di un'imbarchazione potente.
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