Sono quaranta reperti che il perito incaricato dal ministero per i Beni Culturali, l'esperta di pitture vascolari Matilde Carrara, ha definito di «eccezionale valore archeologico»: vasi databili tra l'VIII secolo avanti Cristo sino all'età giulio-claudia di cultura magno-greca, etrusca, campana e apula; due milioni di euro il valore. È la collezione «Por-tinaro-Untersteiner» giunta al Museo Civico di Rovereto il mese scorso dopo un iter lungo cinque anni. Una donazione da Gabriella Untersteiner, (figlia del filologo classico e storico della filosofia greca Mario Untersteiner, che a Rovereto ebbe i natali nel 1899, poi trasferitosi con la famiglia di spirito irredentista durante gli anni della formazione liceale e in coincidenza della prima guerra mondiale a Milano, dove morì nel 1981) e dal marito Agostino Portinaro. «Un atto dovuto - spiega Gabriella Untersteiner - a completamento del percorso inaugurato nel 2005 con la do- nazione dell'archivio di mio padre alla Biblioteca Tartarotti». «Mio padre non ha mai smesso di coltivare il suo legame con Rovereto, tant'è che ha scelto come ultima dimora il Famed io cittadino. È in virtù di questo legame che la mia famiglia ha scelto che questi beni personali diventassero beni comuni, individuando nel Museo Civico l'istituzione a cui affidarne la cura, certi dell'impegno che assumerà nella divulgazione dell'antichità classica». I vasi sono appartenuti a Mario Untersteiner e Agostino Portinaro, ereditati dalle rispettive famiglie: «Origini diverse, raccolti in oltre sessant'anni di vita. Alcuni provengono da mio nonno materno, Camillo Candia, fondatore a Milano della prima "fabbrica italiana di acido carbonico"; aveva aperto ulteriori stabilimenti a Napoli, Pisa, Aquileia. Stiamo parlando dei primi anni del Novecento, non c'era contezza della liceità di certi comportamenti. E poteva accadere ad esempio che mio nonno, per avere favorito gli scavi ad Aquileia, una delle più importanti colonie dell'antica Roma, ricevesse in dono un reperto pro- veniente da quegli scavi». Raffaella Poggiani e Jolanda Lorenzi, rispettivamente soprintendente e direttore archeologo della Regione Lombardia, ritengono che «nonostante il numero limitato di oggetti, è una collezione di grande interesse per la ricchezza, la varietà e la riconoscibilità delle produzioni rappresentate». «Con questa donazione - spiega il direttore del museo Franco Finotti-si potenziano gli interessi di ricerca nel settore dell'archeologia collegando la figura di Mario Untersteiner a quelle di Paolo Orsi e Federico Halberr. Di per sé i reperti, di una varietà eccezionale, ci permetteranno di documentare la storia della produzione ceramica attraverso un arco cronologico e un territorio di riferimento molto ampio. Nel 150 dell'Unità italiana, non poteva esserci occasione migliore per un confronto tra gli usi e i costumi delle antiche popolazioni italiche». La collezione Portinaro-Untersteiner sarà esposta al pubblico dal prossimo 21 dicembre: »All'architetto Giovanni Marzari sono affidati la progettazione delle vetrine e l'allestimento della Sala Castelli, dove troveranno posto i reperti a prosecuzione del percorso dedicato all'Archeologia».
ROVERETO - Un patrimonio di 40 vasi
La collezione Por-tinaro-Untersteiner, di vasi databili tra l'VIII secolo avanti Cristo e l'età giulio-claudia, è stata donata al Museo Civico di Rovereto. La collezione, di valore di due milioni di euro, è stata donata da Gabriella Untersteiner e dal marito Agostino Portinaro. I vasi provengono da diverse epoche e culture, tra cui etrusca, campana e apula. La collezione è stata curata dal perito Matilde Carrara e ritengono di avere un grande interesse per la ricchezza e la varietà delle produzioni rappresentate. La collezione sarà esposta al pubblico dal 21 dicembre.
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