Un Raffaello dimenticato o un colossale abbaglio? E il dilemma sollevato da un annuncio dello Stàdel-Museum di Francoforte sul Meno: la presunta copia del Ritratto di Giulio II di Raffaello che il museo tedesco ha acquistato l'anno scorso è in realtà un originale finora sconosciuto. Si tratterebbe dunque della terza versione di un quadro di cui si conoscono già due variazioni: una conservata alla National Gallery di Londra e l'altra agli Uffizi di Firenze. Rispetto a queste, la versione tedesca avrebbe un significato storico-artistico maggiore: le analisi radiografiche e a infrarossi condotte sulla tela lasciano infatti intravedere diverse modifiche apportate in corso d'opera dal maestro rinascimentale sul volto del Papa, nella posizione della sedia, nonché nella posa della mano destra. Ciò escluderebbe l'ipotesi di una copia. Per Jochen Sander, direttore della collezione Maestri Antichi dello Stàdel, potrebbe trattarsi addirittura del dipinto originale, che avrebbe fatto da modello per quelli esposti a Londra e Firenze. Possibile? Secondo lo Stàdel l'opera, grande 106 per 78,4 centimetri, sarebbe stata realizzata a Roma tra giugno 1511 e marzo 1512 e battuta presso la casa d'aste viennese Dorotheum nel 2007. Ad aggiudicarsi il quadro, attribuito allora a un imitatore di Raffaello,fu una o collezionista privato, che nel 2010 lo ha rivenduto ad un prezzo ben al di sotto di quello di mercato. Il museo ha provveduto a rimuovere patina e ritocchi e ha condotto diverse analisi. Il risultato: l'opera va attribuita a «Raffaello e Officina». Oltre a quella del maestro d'Urbino, insomma, sulla tela ci sarebbe anche la mano di alcuni allievi. Il dipinto verrà presentato a Francoforte dal 15 dicembre. Lo Stàdel spera di mostrarlo accanto al Ritratto di Giulio II conservato a Londra e a quello degli Uffizi nell'ambito di una mostra prevista dal novembre 2012 al febbraio 2013.