Premiati i proprietari e i Comuni. L'appello: «Non costruire vicino». «Non è possibile voler arrivare a costruire fino al limite delle ville palladiane. La Provincia ha inserito le norme urbanistiche dei coni di visuale in modo che le ville siano viste e dalle ville si veda. Stessa cosa ha fatto Vicenza per la Rotonda, nonostante il mostro del nuovo Tribunale che è come una maledizione di Dio. Il problema che oggi attiene alle ville del Palladio non è tanto quello degli oggetti da preservare ma dei contesti. Ci sono le norme, ma pure le eccezioni presentate dai Comuni che sono indifendibili. Il Veneto sta passando in Europa come una terra di distruttori. Davanti a Villa Emo ci sono le cave di ghiaia. Non è possibile, cerchiamo di difendere le leggi, non costruiamo a ridosso delle ville patrimonio dell'umanità». Celebrazioni sì, ma anche bacchettate, come quella che arriva da Guido Beltramini, direttore del Cisa, Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio. L'occasione è la festa dei 15 anni dell'iscrizione delle ville del Veneto nella lista Unesco, un riconoscimento prestigioso con cui si annoverano i beni considerati d'interesse eccezionale e di valore universale, così importanti che la loro salvaguardia è una questione da coinvolgere l'intera umanità. In questa lista rientrarono nel 1996 ben 13 ville del territorio vicentino, oltre a 3 in provincia di Treviso, 2 in provincia di Padova, 1 ciascuna tra Venezia, Verona, Rovigo. Un'estensione in realtà di quella che due anni prima vide il riconoscimento di Vicenza con 23 siti palladiani e 3 ville. Ieri a Villa Cordellina Lombardi, una cerimonia promossa dal Consorzio Vicenza e dalla Provincia, in cui i proprietari delle ville, i sindaci dei Comuni dove ricadono, nonché i rappresentanti delle province di residenza hanno ricevuto l'attestato con cui 15 anni fa le ville vennero iscritte nella famosa lista. Una cerimonia importante, presenti tra gli altri la presidente dell'Istituto regionale ville venete Giuliana Fontanella, l'assessore comunale Francesca Lazzari, la collega di Verona Erminia Perbellini, vicepresidente dell'associazione "Città e Siti italiani patrimonio dell'Unesco". L'assessore regionale Marino Finozzi ha ricordato il valore aggiunto offerto dalla cultura per la crescita del turismo che sta dando i suoi frutti, nel 2010 ha raggiunto i 14 miliardi di euro di Pil. La consegna degli attestati ha preceduto gli interventi di Guido Beltramini e della prima firma del Corriere della Sera Gian Antonio Stella autore del libro "Vandali. L'assalto alle bellezze d'Italia", guidati da Antonio Di Lorenzo. Prima il vicepresidente della Provincia Dino Secco aveva parlato delle sfide future tra cui il salvataggio di tre ville in decadenza: Gazzotti a Bertesina, Chiericati a Vancimuglio, Forni Cerato a Montecchio Precalcino. Ma la sfida è anche quella di preservare i contesti dei preziosi siti.