Ascoltati i tecnici della ricerca. Verificati i fori e con la sonda endoscopica sono stati prelevati campioni di materiale Seracini: «Avanti con lo studio». Il giallo di Palazzo Vecchio prosegue e fa parlare di sé. Nel Salone dei Cinquecento, ieri mattina, si sono presentati di buon ora i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale che, su incarico del procuratore capo Giuseppe Quattrocchi, hanno effettuato un primo sopralluogo. I magistrati fiorentini, infatti, hanno aperto un fascicolo, senza per ora ipotizzare alcun reato, per valutare quanto aveva scritto nell'esposto «Italia Nostra». Secondo la segnalazione fatta all'autorità giudiziaria, l'opera vasariana sarebbe stata danneggiata durante le ricerche effettuate per trovare, l'eventuale sottostante dipinto leonardesco, fatto risalire al 1503. A causa dell'inadeguatezza della tecnica pittorica, tuttavia, il dipinto venne lasciato incompiuto. Quasi sessant'anni dopo la decorazione del salone venne rifatta da Giorgio Vasari, non si sa se distruggendo i frammenti leonardiani, o nascondendoli sotto una nuova parete. Da qui è nato lo studio che, giunto alla sua fase finale dopo 36 annidi ricerche, oggi è condotto da esperti dell'Università di San Diego e del National Geographic e coordinato da Maurizio Seracini con personale dell'Opificio delle Pietre Dure. Attraverso una serie di fori, 6 per l'esattezza, effettuati sulla superficie dell'affresco vasariano, si vuole stabilire se dietro al muro che sorregge la pittura visibile al pubblico, sia presente la precedente opera leonardiana. Ieri mattina è stata fatta passare, proprio attraverso quei buchi messi sotto accusa, la microsonda endoscopica, grazie alla quale è stata confermata la presenza di una intercapedine, già rilevata dal georadar lo scorso agosto (dietro al muro vasariano) edi cui diede per primo la notizia il Giornale della Toscana. La sonda ha anche estratto alcune particelle di materiale dalla parete che si trova oltre l'intercapedine. Adesso il materiale sarà periziato ed analizzato da una serie di esperti, una sorta di «C.S.I» che indaga sull'affresco. Nel frattempo i militari hanno raccolto informazioni dai tecnici che partecipano alla ricerca, ma non avrebbero per ora compiuto alcuna acquisizione documentale a Palazzo Vecchio, così come per ora non è prevista la nomina di alcun team di esperti per affiancare i carabinieri, come annunciato in un primo momento. L'obiettivo è anche quello di ricostruire la genesi e gli sviluppi della ricerca. Secondo l'esposto presentato proprio da Italia Nostra, la ricerca metterebbe a rischio l'affresco del Vasari sotto il quale sarebbe celata La Battaglia di Anghiari. L'obiettivo, spiegano gli investigatori, è quello di ricostruire il modo in cui è nata l'iniziativa, in cosa consiste, come si è sviluppata, chi è intervenuto, che tipo di lavori sono tuttora in corso, a quale punto si trova la ricerca e se eventualmente siano stati provocati danni, e anche quali rischi corra l'opera. I lavori di ricerca, inchiesta a parte, dovrebbero procedere ancora per due settimane. Lo scopo come annunciato più volte, è quello di dare nel 2012, secondo le previsioni del sindaco, una risposta a uno dei più intriganti misteri della storia dell'arte. Risultato che Renzi presenterà poi politicamente all'incasso. Due gli ostacoli che si frappongono tra la riceva e il risulta-to che si prefiggono gli esperti del National Gegraphic. Uno è dato dalla preoccupazione che, una buona fetta di mondo accademico, che sostiene le ragioni di «Italia Nostra», si materializzi in un dissenso più ampio. Il secondo è che il risultato dell'indagine giudiziaria possa effettivamente stabilire la presenza di un danneggiamento, con la conseguente iscrizione nel registro degli indagati di alcuni nominativi e del possibile blocco dei lavori. «Noi andiamo avanti negli studi, c'è una strada libera davanti: basti solo pensare alla mole di dati che abbiamo raccolto negli ultimi giorni con gli esami della parete». L'assessore alla cultura, Giuliano Da Empoli, in merito alle indagini ha dato «piena disponibilità» a collaborare con le forze dell'ordine e con la magistratura dicendosi «certo della correttezza» dell'operato del Comune.
FIRENZE - Battaglia di Anghiari, i carabinieri indagano dentro Palazzo Vecchio.
I carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale hanno effettuato un sopralluogo a Palazzo Vecchio per valutare le accuse di Italia Nostra secondo cui l'opera vasariana "Il Salone dei Cinquecento" sarebbe stata danneggiata durante le ricerche per trovare un dipinto leonardesco. I magistrati hanno aperto un fascicolo senza però ipotizzare alcun reato. I tecnici hanno effettuato 6 fori sulla superficie dell'affresco e hanno passato la microsonda endoscopica per confermare la presenza di un intercapedine e per raccogliere campioni di materiale. Il materiale sarà periziato e analizzato da esperti.
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