Alla fine i carabinieri sono saliti sul ponteggio nel salone dei Cinquecento. Si sono infilati fra i tubi innocenti celati ai visitatori di Palazzo Vecchio da un grande telo, dietro al quale, muniti di autorizzazioni ministeriali, gli studiosi del National Geographic cercano un affresco di Leonardo, la Battaglia di Anghiari, sotto uno di Vasari, La battaglia di Scannagallo. I militi sono stati spediti lassù dal procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, dopo che un appello di 15 studiosi, primo firmatario Salvatore Settis, ex-rettore della Normale ed ex-presidente del consiglio superiore dei Beni culturali, era in due giorni tracimato a quota 300, includendo però anche qualche studente, un impiegato e un informatico ma tant'è. Un appello che parlava però di «vandalizzazione di Vasari.. Ecco quindi i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico arrivare nell'antico salone, a fotografare i fori di quattro-millimetri-quattro di diametro, praticati dagli studiosi arruolati dal National geographic, fra cui uno storico dell'Università di San Diego. «Un atto dovuto., ha detto laconicamente il procuratore, precisando che il cantiere scientifico non verrà sequestrato. Almeno questo smacco, i sigilli dentro il suo municipio, a Matteo Renzi, sindaco fiorentino e grande sponsor dell'iniziativa - peraltro pagata dal gigante americano della divulgazione - è stato risparmiato. Quello che non gli viene risparmiato è un processo pubblico, a mezzo stampa locale, che gli viene intentato da un allievo dello stesso Settis, normalista pure lui, Tomaso Montanari. Si tratta di un pugnace storico dell'arte, associato alla Federico II di Napoli ma fiorentino doc, essendo nato nella città del giglio 41 anni fa, da Elio, filologo e ordinario di Filologia nell'ateneo del capoluogo. Montanari junior, uno che s'infiamma sulle pagine del Fatto per le attribuzioni facili di Caravaggio o di Guercino, s'è preso la briga di fare la raccolta di autorevoli firme da ogni dove ma anche di bombardare con dichiarazioni di fuoco, vuoi Renzi vuoi il suo assessore alla Cultura, Giuliano Da Empoli. Fatto curioso: Montanari era uno dei 100 celebrati discussant della Leopolda, la manifestazione che nell'ottobre scorso, aveva portato il sindaco-rottamatore al top della popolarità nazionale. Non domo, Montanari ha vergato ieri sul Corriere Fiorentino, una lettera aperta durissima. «Se tu vuoi fare cultura, scrive a Da Empoli, «non puoi farla contro o senza la professionalità della cultura.. E giù auliche mazzate sul National Geographic che «ha prodotto un terrificante documentario sullo pseudoritrovamento delle ossa di Caravaggio a Porto Ercole.. Oltre alla accusa di fare marketing, l'errore di Renzi è stato dimenticare che «in Toscana ci sono tre eccellenti dipartimenti di storia dell'Arte, importanti cattedre di tecnologia dei beni culturali. Perché, tuona, -non vi siete rivolti a loro?-. Il sindaco aveva risposto alle polemiche qualche giorno prima: Firenze non sarebbe stata Firenze se non fosse stata capace di farsi delle domande e di andare a ricercare». Avrebbe potuto dire di non esser passato dagli eccellenti dipartimenti, per non finire impaniato in diatribe accademiche e aspettare il sì di pletorici consigli, nei quali mettere a verbale magari la risentita protesta di qualche rappresentante degli studenti. Ma la levata di scudi antirenziana non è solo bagattella universitaria, a ogni novità introdotta dal sindaco, si muove, come un blob, il partito della rendita - professionale, politica, artistica, culturale - che guadagna da Firenze com'è, intonsa, sotto la teca di cristallo in cui è stata posta da almeno un cinquantennio. E il partito del «no», che bloccò lo sviluppo edilizio nella periferia a nord-ovest alla fine degli anni '80, ottenendo che il niet arrivasse da Achille Occhetto, allora segretario del Pds. Che si è sempre opposto all'ampliamento dell'aeroporto fiorentino e lo fa ora propagandando piste oblique per mettere il tappo a sviluppi ulteriori. Il partito che non voleva la tramvia in città e che ha fatto le barricate contro la tettoia dell'archistar giapponese Arata Isozaki sul retro di Palazzo Vecchio. Un partito fortissimo perché ultratrasversale, e i cui vertici, Renzi lo ha capito, sono più difficili da rottamare di Pier Luigi Bersani e soci.
FIRENZE - Le vestali insorgono contro Renzi. Il sindaco contesta il partito di coloro che dicono sempre no
I carabinieri sono saliti sul ponteggio nel salone dei Cinquecento a Firenze per indagare su un'operazione del National Geographic che ha praticato fori di quattro millimetri fra i tubi di un telo per cercare un affresco di Leonardo. L'operazione è stata condotta senza autorizzazioni e ha causato la vandalizzazione di un affresco di Vasari. Il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, ha ordinato l'indagine. Un allievo di Salvatore Settis, Tomaso Montanari, ha denunciato il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, per aver finanziato l'operazione senza consultare gli esperti locali.
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