E' notizia di qualche giorno fa il fatto che la Corte di Cassazione abbia confermato il sequestro del cantiere che sarebbe dovuto sorgere a Genova sotto il parco storico dell'Acquasola con la motivazione che «l'autosilos è incompatibile con il carattere storico del parco». Il sequestro era stato chiesto dal pm Francesco Cardona Albini e concesso dal gip Silvia Carpanini perché la società Sistema Parcheggi avrebbe compromesso, con scavi e taglio di alberi, l'integrità di un parco storico considerato un monumento vivente. Il diritto dei cittadini a godere di beni, come le aree verdi dei parchi storici, prevale, tutelati dal codice dei beni culturali e del paesaggio varato nel 2004, prevale, secondo la Suprema Corte sulle decisioni del Tar e del Consiglio di Stato che davano il via libera alla cementificazione. Con la sentenza 42065 della Cassazione, secondo Italia Nostra, viene di fatto limitato il potere della giustizia amministrativa di sanare le decisioni prese dagli enti locali in pregiudizio della cittadinanza.Nelle motivazioni il giudice Luigi Marini scrive che il caso Acquasola secondo i giudici «è paradigmatico dei rapporti esistenti nel nostro Paese fra beni collettivi, diritti e interessi individuali, azione della pubblica amministrazione o, meglio delle pubbliche amministrazioni, e attribuzioni del giudice ordinario». Il bilanciamento tra interesse collettivo e quello privato, scrive Marini, «non è necessariamente esaurito dalle determinazioni delle amministrazioni pubbliche». «Interventi che incidono sulla conservazione e lintegrità del bene storico sono possibili, e dunque autorizzabili - avverte la sentenza - esclusivamente qualora essi mirino a valorizzare o meglio utilizzare il bene protetto, anche mediante modifiche duso che ne salvaguardino, pur in una prospettiva di adeguamento al mutare delle esigenze, la natura e il valore».
A Genova tutto bloccato: la Cassazione alla fine dà ragione a Italia Nostra
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro del cantiere che doveva sorgere a Genova sotto il parco storico dell'Acquasola. La società Sistema Parcheggi aveva chiesto il permesso per scavi e taglio di alberi, compromettendo l'integrità del parco. Il pm Francesco Cardona Albini aveva chiesto il sequestro e il gip Silvia Carpanini l'aveva concesso. La sentenza della Cassazione conferma che il diritto dei cittadini a godere di beni come le aree verdi dei parchi storici prevale sulle decisioni degli enti locali. La sentenza stabilisce che il bilanciamento tra interesse collettivo e quello privato non è necessariamente esaurito dalle determinazioni delle amministrazioni pubbliche.
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