Scelte con altri mille siti dal Forum nazionale dei giovani Centuripe. Le Terme romane di Centuripe sono state premiate tra i mille beni italiani dal progetto nazionale "Meraviglia Italiana" promosso dal Forum Nazionale dei Giovani, organizzato per il 150 dell'Unità d'Italia. Le altre località premiate nella provincia sono: Enna, Calascibetta, Sperlinga e Barrafranca , ognuna per un proprio "tesoro" da vantare e quindi degno di essere conservato, valorizzato ed ammirato. I resti delle Terme Romane del vallone Bagni di Centuripe sono oggi un grandioso edificio con un fronte in mattoni esteso cinquanta metri, articolato da cinque grandi nicchie semicircolari. Si possono ancora osservare decorazione pittorica alle pareti, una serie di fori in cui sboccano tubature di terracotta e i resti di un ponticello. L'edificio ha attirato l'attenzione degli studiosi sin dal 700 i quali, per secoli, hanno discusso se si trattasse di terme o ninfeo a facciata, cioè di una costruzione scenografica, con giochi di acqua, destinata a impressionare chi arrivava nella antica Kentoripa. Dopo secoli, studi e scavi, finalmente da alcuni anni è calato il sipario sul dubbio: era una struttura termale. Le Terme romane centuripine hanno attirato nel 1785 l'attenzione del famoso viaggiatore francese J.Houel che le ha immortalate nei suoi disegni. La ricchezza della Centuripe romana non è però limitata alle Terme, ma è attestata anche da altri numerosi resti di monumenti d'età imperiale disseminati in vari luoghi della città moderna. I turisti, studiosi, ricercatori possono infatti ammirare pure il complesso monumentale degli Augustali dove sono stati trovati, tra l'altro, il ritratto marmoreo di Augusto, la più riuscita scultura augustea conservata in Sicilia, la testa di Adriano e altri ritratti marmorei della famiglia Giulio-Claudia, i resti di un poderoso sistema di terrazzamenti con costruzioni ad archi, denominata Pannaria, numerosi necropoli con centinaia di sepolcri d'età imperiale, i resti dei mausolei detti Dogana e di Corradino, importanti resti di abitazioni alcune databili anche al IV secolo a.C. nonché il ricco tesoro archeologico, oltre tre mila reperti, esposto nelle sale del locale Museo archeologico Regionale. Giuseppe Fichera 09122011