Turni festivi contingentati e sale aperte a singhiozzo: i partner privati non vogliono accollarsi i costi extra. Protestano i visitatori: dopo la prenotazione nessuno li aveva avvertiti del blocco Brera chiude la mostra sul Pushkin mancano i soldi per pagare i custodi Il volantino che annuncia la chiusura della mostra La mostra c'è, ma non si vede. Pinacoteca di Brera a mezzo servizio in questi giorni di festa, non ci sono custodi a sufficienza e la rassegna 'Brera incontra il Pushkin. Collezionismo russo tra Renoir e Matisse' nelle sale 12 e 15, insieme con le collezioni Iesi e Vitali nelle sale 10 e 11, sono rimaste chiuse ieri (la Iesi ha riaperto nel pomeriggio) e anche il 7 dicembre. Così come lo saranno con molta probabilità domenica e forse anche domani. I tesori del Pushkin a Brera Servono 21 custodi per tenere completamente aperta la Pinacoteca, più sei per la mostra ospitata a Brera. Ma siamo a fine anno e il personale ha già raggiunto il tetto di ore massime consentite dal contratto nazionale per lavorare nei giorni festivi. Quindi, anche se i custodi sono disponibili, nessuno li paga. Così è da qualche settimana che in Pinacoteca ci si sta ingegnando per garantire per quanto possibile il servizio nei giorni di festa. Due domeniche fa, per esempio, si è scelto di tenere aperta la mostra (che nell'ultima settimana ha totalizzato 6mila visitatori) per favorire chi aveva prenotato e prepagato i biglietti, e di chiudere metà Pinacoteca nel pomeriggio, quando il secondo turno non ha permesso di coprire tutte le sale. La stessa cosa sta avvenendo a Roma alla Galleria Borghese. La mostra 'I Borghese e l'Antico', dedicata a importanti capolavori dell'arte antica, 60 opere provenienti dal Louvre (ma in origine facenti parte proprio della collezione Borghese e poi vendute ai francesi alla metà dell'Ottocento), si è inaugurata il 6, il giorno dopo era chiusa, ieri è stata aperta a singhiozzo, oggi il personale sarà in assemblea ed è a rischio l'apertura nel weekend. La mostra è organizzata dalla stessa società che ha portato a Milano l'esposizione di Brera, Mondo Mostre, e che non ha intenzione di accollarsi il costo del pagamento dei custodi necessari nei giorni festivi. È in corso una sorta di braccio di ferro tra la società e il ministero dei Beni culturali. Tant'è che per la rassegna di Milano, per esempio, aperta l'11 novembre, non è stata ancora firmata la convenzione proprio perché contiene questo nodo dolente. E così si è arrivati al punto che le mostre ci sono ma non si sa bene se nei giorni di maggior affluenza di pubblico si possono vedere. Altre realtà sono nella stessa situazione in questo momento: anche l'area archeologica di Sirmione ha dovuto chiudere i battenti per l'impossibilità di poter pagare il personale nelle giornate di festa. Non poche le proteste a Brera. Ieri in un quarto d'ora circa 50 persone di fronte al cartello di chiusura della mostra se ne sono dovute andare e sono stati 162 i prenotati che non hanno potuto accedere. Saranno rimborsati ma non si sa quando. «È una vergogna, e poi proprio nel bel mezzo del ponte», hanno commentato infuriati. «Abbiamo provato a chiamare ma non ha risposto nessuno dice un visitatore e ora che siamo qui viene fuori che non possiamo entrare». In effetti, confermano da Brera, «i telefoni non smettono di suonare da mercoledì, quando la mostra è rimasta chiusa».
MILANO - Brera chiude la mostra sul Pushkin mancano i soldi per pagare i custodi
La Pinacoteca di Brera è stata chiusa per due giorni festivi a causa di una mancanza di personale per garantire il servizio nei giorni di festa. I custodi non sono stati pagati per lavorare nei giorni festivi, quindi la mostra è stata chiusa. I visitatori sono stati rimborsati, ma non si sa quando. La stessa situazione si sta verificando anche a Roma alla Galleria Borghese, dove una mostra è stata chiusa per due giorni festivi a causa di una mancanza di personale. La società organizzatrice della mostra non intende accollarsi il costo del pagamento dei custodi nei giorni festivi. I visitatori protestano e i telefoni non smettono di suonare.
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