Milano 1 dicembre 2011 Come storici dell'architettura impegnati da anni nell'insegnamento universitario, consapevoli della difficoltà di gestire un territorio e di consentire che in esso le testimonianze del passato si coniughino con le trasformazioni imposte dalla vita contemporanea, vogliamo condividere le preoccupazioni espresse da Giovanni Romano, Sandra Pinto e Carla Enrica Spantigati, tre storici dell'arte che si sono avvicendati nella guida di una delle sovrintendenze piemontesi negli scorsi decenni, sulla situazione venutasi a creare al Sacro Monte di Varallo e alla volontà espressa dal locale sindaco di rimuovere la direttrice del Sacro Monte, colpevole forse soltanto di tutelare il bene a lei affidato e quindi di ottemperare in pieno alle funzioni della carica alla quale era stata destinata, non per concessione di altri politici o per politiche clientelari, ma a seguito di due concorsi. La dottoressa De Filippis ha operato ormai da 24 anni con riconosciuta stima e competenze, prima alla direzione del Sacro Monte di Orta (per nove anni) e poi del Sacro Monte di Varallo. Oggi, a seguito delle pressioni del sindaco, il Consiglio di amministrazione dell'ente regionale diretto da Elena De Filippis è commissariato; commissario è Giacomo Gagliardini, titolare di un'agenzia di visite guidate, stretto collaboratore e fiduciario del sindaco stesso. Vogliamo ricordare che in questi anni la direttrice ha mantenuto il prestigio del Sacro Monte curando e programmando il restauro completo di otto cappelle, condotto in modo ineccepibile, dialogando anche con sponsor e istituzioni per ottenere i necessari finanziamenti (più di un milione di euro). Ha messo a punto un esemplare piano sistematico di manutenzione ordinaria del complesso, piano che continua purtroppo a mancare anche nelle realtà più importanti del nostro patrimonio. Il Sacro Monte è infatti esposto ad un'elevata elevata umidità ambientale e immerso nel verde e soffre per queste condizioni oltre che per la vetustà delle strutture, e la fragilità dei materiali. Il complesso risale a fine '400. In questa complessa situazione la De Filippis è riuscita a costruire un piano di lavoro ineccepibile che oltre a preservare le cappelle mantiene quel delicato equilibrio fra edifici, vegetazione e paesaggio e la cui cura (che non può sfuggire a chi lo frequentava vent'anni fa) fa del Sacro Monte un luogo di straordinario fascino ambientale, artistico e architettonico, oltre che di devozione. Ha condotto studi e ricerche sulle sue origini, le sue trasformazioni, e sui complessi significati devozionali che la sequenza di cappelle e spazi aperti hanno assunto nel corso di almeno sei secoli. Proprio per la sua complessità legata al perfetto coniugarsi di piazze, sentieri e percorsi montani, architetture con cicli dipinti e numerose sculture che sono dei capolavori artistici del Cinque e del Seicento, il Sacro Monte è una macchina di alta perfezione in cui ogni alterazione va valutata nelle ricadute sull'intera struttura. In tal senso riteniamo doveroso sottoporre ogni intervento ed ogni azione che in esso si voglia sviluppare ad un vaglio critico estremamente severo che contempli anche tempi di decisione non necessariamente brevi, come è accaduto sinora. La dottoressa Elena De Filippis ha infatti la competenza adeguata, basata su una ineccepibile preparazione scientifica e su una conoscenza allargata della devozione alpina incarnata in altri Sacri Monti piemontesi e lombardi per poter tutelare correttamente il complesso di Varallo e per potersi porre, come in questi anni ha dimostrato, come interlocutrice seria e di garanzia per eventuali sponsor che vogliano non rapinare ma collaborare alla valorizzazione di un bene culturale pertinente alla comunità internazionale, dal 2003 capofila di un sito Unesco. Per questi motivi ci sentiamo di dimostrarle il nostro appoggio e la nostra solidarietà. Aurora Scotti, Politecnico di Milano Stefano Della Torre, Politecnico di Milano Fausto Testa, Politecnico di Milano Attilio Pracchi, Politecnico di Milano Maurizio Grandi, Politecnico di Milano Isabella Balestreri, Politecnico di Milano Maria Cristina Loi, Politecnico di Milano Maria Pompeiana Iarossi, Politecnico di Milano Maurizio Meriggi, Politecnico di Milano Costanza Roggero Bardelli, Politecnico di Torino Elena Della Piana, Politecnico di Torino Sergio Pace, Politecnico di Torino Guido Montanari, Politecnico di Torino Alessandro Rovetta, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Solidarietà ad Elena De Filippis
Il Consiglio di amministrazione dell'ente regionale del Sacro Monte di Varallo ha commissariato la direttrice Elena De Filippis, sostituita dal commissario Giacomo Gagliardini. La De Filippis ha lavorato per 24 anni con riconosciuta stima e competenze, curando il restauro di otto cappelle e programmando il piano di manutenzione ordinaria. Il complesso del Sacro Monte è esposto ad un'elevata umidità ambientale e soffre per la vetustà delle strutture e la fragilità dei materiali. I tre storici dell'architettura, Giovanni Romano, Sandra Pinto e Carla Enrica Spantigati, hanno espresso preoccupazioni sulla situazione e sulla volontà del sindaco di rimuovere la direttrice.
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Bene culturale
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