Incontro organizzato dall'Associazione Amici di Pisa con la soprintendenza e il direttore del cantiere Ci sono ritardi, ma entro due anni le imbarcazioni saranno agli arsenali PISA. Prime rassicurazioni da parte della Soprintendenza sulle navi romane ritrovate a San Rossore. L'intento, come noto, è aprire un museo di valore internazionale. Durante un incontro tenutosi nella sede dell'Associazione Amici di Pisa, Mariarosaria Barbera, Soprintendente regionale ai beni archeologici della Toscana, e Andrea Camilli, direttore del cantiere, hanno chiarito il perché di tanta attesa per la realizzazione del museo e hanno annunciato tempi e modalità d'apertura: «Non prima di due anni siamo intenzionati a tirare fuori, restaurare e trasferire agli arsenali nove delle navi ritrovate nello scavo, oltre a 8mila reperti vari». «Il progetto - ha spiegato la dottoressa Barbera - non è fermo, stiamo andando avanti e, se ci sono stati ritardi, è perché i finanziamenti sono stati discontinui nel tempo. Ora abbiamo circa 4 milioni di euro e stiamo lavorando ad un piano di sostenibilità calibrato e ben organizzato, in modo da non costruire un'ennesima cattedrale nel deserto ma un luogo di respiro internazionale. In programma non c'è un museo tradizionale con teche e vetrine, ma un vero e proprio percorso di esperienza formativa che comprenda anche laboratori, bookshop, caffetteria e un ristorante: un luogo di aggregazione culturale». Il direttore del cantiere degli scavi, Andrea Camilli, ha illustrato qual'è stato il percorso degli scavi dal ritrovamento nel 1998 fino ad oggi: «Questo sito ha dato la possibilità non sono di recuperare delle cose interessanti, ma anche di sviluppare un'esperienza nel campo del recupero del legno archeologico che ci sta ponendo come i maggiori esperti a livello internazionale. Il cantiere - prosegue Camilli - è immenso e non è possibile pensare di recuperare tutto con i mezzi e le risorse che abbiamo, ci vorrebbe un flusso costante e considerevole di denaro. E, anche quando il museo sarà pronto, i soli biglietti non basteranno a gestire il tutto». Erano presenti all'evento anche l'assessore alla cultura Silvia Panichi e l'assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli che hanno ringraziato i rappresentanti della Soprintendenza per i chiarimenti sulla vicenda e hanno rinnovato l'impegno dell'amministrazione a far sì che non ci siano ostacoli alla realizzazione: «Tutta la zona della Cittadella deve essere ripensata per ospitare il Museo delle Navi, cosa che era già prevista dal progetto Piuss». «L'idea, quindi - conclude la soprintendente Barbera - è quella di realizzare un museo che sia non una vetrina di oggetti archeologicamente interessanti per i turisti, per gli studiosi e per gli addetti ai lavori, ma di creare uno spazio soprattutto per la comunità».