Porta San Gervasio, mai fatto l'ascensore e gli appartamenti del Comune sono chiusi da anni LUCCA. Tutto bloccato per colpa di un ascensore. Una decina di anni fa i lavori di restauro voluti dalla giunta Fazzi; nel 2010 i lavori di ripulitura dal guano, gli escrementi dei piccioni. Ma le quattro case torri di Porta San Gervasio restano chiuse. Non diventano un museo e neppure un'area per esposizioni. Il Comune - che le ha girate (per la gestione) all'Opera delle Mura - le lascia vuote. Di recente ha messo gli infissi per evitare che subiscano nuovi danni. Ma non le usa, malgrado gli investimenti ingenti e anche l'illuminazione a pavimento installata per far risaltare la struttura medievale completata nel 1255. I soldi spesi per il recupero del patrimonio storico della città si stanno rivelando uno spreco. Intanto perché al consolidamento della struttura non è seguito l'adeguamento degli impianti, probabilmente in attesa di stabilire una destinazione d'uso che ancora non è stata trovata. Poi perché oggi come dieci anni fa, la struttura non è accessibile. Non come luogo pubblico, considerando le rampe di scale (a tratti anche ripide) e la mancanza di un ascensore che abbatta le barriere architettoniche. In realtà, di ascensore il Comune aveva iniziato a ragionarne durante il mandato Fazzi, quando i proprietari del piano terreno e di parte delle torri iniziarono la ristrutturazione. Quella parte del complesso apparteneva all'hotel Ilaria. Franco Barbieri, proprietario dell'albergo che aveva necessità di ampliarsi - ricorda il geometra dell'Opera delle Mura Emilio Lombardi - si era detto disposto «a concordare un progetto con il Comune e la Sovrintendenza per la realizzazione di un ascensore che fosse interno alla dependance dell'hotel ma che arrivasse anche alle case di torre del Comune. L'idea era quella di far accedere all'ascensore dalla ex chiesetta dell'Alba, oggi utilizzata come sala conferenze». Il progetto, però, si è bloccato. All'inizio del 2004 l'hotel Ilaria ha aperto nella struttura a ridosso di porta San Gervasio la propria dependance con 6 camere, 5 suite e la saletta per le conferenze all'interno della chiesa. Il cantiere, però, è stato chiuso. E riaprirlo oggi non avrebbe gli stessi costi. Sempre nel 2004, a dicembre - 7 anni fa - il Comune ha inaugurato la porta e le torri restaurate, con la nuova illuminazione a esaltare il monumento. Da allora, però, non è successo più nulla. Fino a un paio di mesi fa, quando l'Opera delle Mura si è ritrovata il complesso fra il patrimonio da gestire. A quel punto, l'ente si è posto il problema di come sfruttare al meglio il monumento, viste le centinaia di migliaia di euro spese dal Comune negli appartamenti di torre per ricostruire le coperture e i solai, con i travi in legno a vista, per consolidare le parti in muratura, per risistemare i paramenti e restaurare l'immagine della Vergine con il Bambino sulla lunetta della porta che guarda la città. Proprio questo intervento ha portato alla luce anche altri due affreschi risalenti al XVII secolo, ma neppure questo è bastato a spingere le amministrazioni comunali a completare il recupero del complesso. E, soprattutto, a renderlo accessibile. Ora si ricomuncia a pensare a un intervento, perché - dice Francesco Colucci, presidente dell'Opera delle Mura - l'ente ha scoperto di avere anche «questo complesso da gestire. Nelle condizioni attuali, però, è inutilizzabile. Abbiamo, allora, chiesto alla Sovrintendenza di effettuare un sondaggio interno alla struttura per capire se è possibile realizzare un ascensore interno». Una volta che ci sarà l'ascensore, allora si ricomincerà a ragionare di utilizzo degli ex appartamenti. «Visto che non è più possibile utilizzare gli spazi di proprietà dell'hotel laria per realizzare l'ascensore - spiega Colucci - con la Sovrintendenza stiamo valutando ipotesi alternative a quella che avrebbe coinvolto anche la ex chiesina dell'Alba. In particolare, abbiamo chiesto di effettuare carotaggi nelle parti della struttura che in passato erano adibite a servizi igienici degli appartamenti dismessi. Se scopriremo che questi spazi sono stati riempiti con laterizi e materiale di alcun valore, facilmente rimovibili, allora potremmo anche recuperare l'area necessaria per un ascensore. Se verrà autorizzato, allora potremo ragionare di utilizzare gli appartamenti come spazi espositivi».