Lucia Acerra: «Il muro di piazza Cappuccini non ha alcunché di storico da tutelare» «La guerra del muro» di piazza Cappuccini vede ora in campo anche la sezione siracusana di Italia nostra. È personalmente la presidente Lucia Acerra che illustra le fasi storiche di questo muro di cinta del convento. Per questo muro la Soprintendenza dei beni culturali blocca i lavori di ammodernamento e ampliamento della piazza e della confluente via Puglia. Ma la professoressa Acerra, documenti alla mano, dimostra che questo muro è tutt'altro che storico. «Anzi - afferma - nelle varie fasi della nostra storia ha subito varie modifiche, passando, di modifica in modifica, dal primo disegno a quello di oggi». Il primo disegno del quale si ha testimonianza mostra il profilo del muro di cinta del convento molto indietro rispetto alla piazza, mentre l'attuale struttura è molto avanzata insinuandosi come un cuneo nel cuore della piazza. Dov'è dunque la storicità di questo muro di oggi? Una successiva pianta del Cavallari mostra addirittura la struttura del convento che prospetta direttamente sulla piazza. Addirittura senza muro di cinta. Un disegno degli uffici comunali, datato 1901, mostra poi il profilo di questo benedetto muro sulla piazza sempre molto indietro rispetto a quello di oggi. E, per di più, con due muretti, che potevano fungere anche da sedili, ai lati del varco d'ingresso, con andamento a forma di U allargata in testa. Un ulteriore disegno, sempre riferito ai primi del Novecento, mostra addirittura la recinzione realizzata con un muretto basso e, sul muretto, pilastri e ringhiera. Anzi in questo disegno si vede anche un'aiuola, al centro della piazza, con bassi cespugli, come una rotatoria ante litteram. «A questo punto, con questa documentazione in mano, - sottolinea Lucia Acerra - dov'è dunque la storicità di questo muro per la difesa del quale tutto è stato bloccato? Con gravi danni per l'economia locale: per il Comune, per l'impresa appaltatrice dei lavori sulla piazza, per i lavoratori. E con gravi disagi per la circolazione veicolare, per i residenti, per la sicurezza anche. «Italia nostra - conclude la presidente della sezione siracusana - è nata ed è sempre impegnata per la difesa, strenua difesa, del nostro patrimonio monumentale e paesaggistico, storico e culturale in genere. Ma tutto questo con la vicenda del muro di piazza Cappuccini non c'entra nulla. Non si può bloccare un'opera pubblica di rilevanza essenziale per difendere un muro che non ha alcuna rilevanza nè storica nè monumentale nè di alcun altro genere. Non si può difendere così pervicacemente un puro e semplice muro, il quale non è altro che un ostacolo per tutti e per tutto».