Nella relazione di Seracini lindizio dellesistenza dellaffresco. I carabinieri dalla soprintendente Lipotesi è che uno dei muri sia di Simone del Pollaiolo e laltro di Leonardo Il nucleo tutela patrimonio si sta già muovendo per verificare eventuali danni al Vasari I carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale ieri mattina sono andati nellufficio della soprintendente Cristina Acidini per iniziare lindagine sulle operazioni di ricerca della Battaglia di Anghiari di Leonardo dietro allaffresco della Battaglia di Scannagallo di Vasari. I militari cercano informazioni per la procura, che ha aperto un fascicolo sul lavoro autorizzato dalla stessa Acidini e portato avanti dal professore delluniversità di San Diego Maurizio Seracini. Lo studioso resta convinto del suo lavoro e lunedì ha presentato al sindaco e alla soprintendenza una breve relazione con i risultati raggiunti fino ad ora. Quello che ha scritto ha spinto laltro ieri Renzi a parlare di unoperazione vicina alla scoperta di un grande mistero. Seracini si dice «amareggiato» per la lettera in cui tantissimi studiosi (ieri alluna erano 400) di storia dellarte attaccano la ricerca sponsorizzata dal National Geographic e per lesposto presentato alla procura di Italia Nostra. «Con noi cè lOpificio delle pietre dure, una garanzia di salvaguardia e conservazione - spiega lingegnere esperto di macchine per indagare i beni culturali - Chi non è salito sul cantiere non può dire che stiamo danneggiando lopera del Vasari. Non è vero, e ho chiesto di permettere le visite proprio per mostrare che il nostro non è un lavoro lesivo». Seracini è convinto di aver scoperto qualcosa di importante con lendoscopio: oltre alle tracce di sostanza organica (forse uovo, forse altro) che potrebbe segnalare tracce di pittura, è sicuro di aver trovato tre intonaci diversi e una intercapedine. Sotto la superficie dellintonaco vasariano cè un muro, poi una discontinuità con una camera daria di un centimetro, poi un altro intonaco, un altro ancora e quindi un muro. Uno di questi potrebbe essere quello di Simone del Pollaiolo che prima di Vasari aveva lavorato sulle pareti del Salone dei Cinquecento, ma il terzo potrebbe essere quello di Leonardo. Va detto che la maggior parte della critica è convinta che la Battaglia di Anghiari si trovi sulla parete opposta a quello in cui sono stati fatti i micro fori con lok del ministero e con la consulenza dellOpificio. Difende loperazione e attacca Italia Nostra e i firmatari dellappello lassessore alla cultura di Firenze Giuliano da Empoli: «I sedicenti "puristi" hanno come base proprio quello di cui ci accusano: la demagogia. Stanno portando avanti unoperazione spettacolare sul nulla, dettata dallignoranza di quanto stiamo facendo. Non stiamo danneggiando la Battaglia di Scannagallo del Vasari. I fori, in tutto sei, dal diametro di 4-6 millimetri, attraverso i quali è stato fatto passare lendoscopio, sono stati effettuati in punti dove la pellicola pittorica era già del tutto assente o facilmente staccabile». Infine «è demagogico sostenere che non bisogna spendere soldi per queste operazioni: è il National Geographic che finanzia, e poi tentare di svelare uno dei più grandi misteri della storia dellarte nulla toglie ai nostri progetti per Palazzo Vecchio. Mi viene da pensare che chi con tanta veemenza boccia il nostro progetto abbia preso un abbaglio, e mi spiace soprattutto per quegli intellettuali ed esperti che stimo, come Salvatore Settis o Tomaso Montanari. Ma la cosa più stupefacente è la mancanza di curiosità, di spirito della scoperta di queste persone di fronte alla possibilità di trovare una traccia del capolavoro leonardiano».