21 febbraio 2012 La scadenza. Entro questa data il governo dovrà varare definitivamente il provvedimento L'iter. Il secondo decreto all'esame del Parlamento rinvia alla Pisana la sostanza della riforma Braccio di ferro sull'urbanistica. Pronta la bozza di legge regionale ma il Campidoglio vuole i poteri sul Prg La partita di Roma capitale è ancora tutta aperta. E nel braccio di ferro sui poteri da assegnare al Campidoglio a giocare un ruolo determinante sarà la Regione che ha già scritto la sua ricetta, contenuta in una bozza di legge. Il secondo decreto legislativo, che definisce le funzioni da trasferire, ha ottenuto via libera in exetremis del Consiglio dei ministri, il 21 novembre, e ha iniziato il suo iter in Parlamento (dovrà essere approvato in via definitiva entro i121 febbraio 2012), incontrando subito l'opposizione della Lega che ha contestato il mancato passaggio preliminare del testo in Conferenza unificata. Ma sono in molti a pensare che, nella sua forma attuale, il Dlgs sia una scatola vuota: a Roma vengono trasferite maggiori funzioni nel campo della valorizzazione dei Beni culturali e della Protezione civile, tanto per fare alcuni esempi. Ma si tratta per lo più di macro funzioni che dovranno essere svolte di concerto con altri enti: le soprintendenze, in particolare, per ciò che attiene al patrimonio storico archeologico capitolino. Sembra lontana, per il momento, la vera autonomia che Roma chiede da anni. Ecco perché la vera partita ancora deve essere disputata e i giocatori della nuova sfida saranno Regione e Campidoglio. Urbanistica, edilizia, trasporti, commercio e turismo i nodi cruciali della riformali secondo decreto stabilisce infatti che deve essere la Regione a trasferire poteri e funzioni nell'ambito di queste aree, che per Costituzione sono di sua s competenza. Ci sono 90 giorni di tempo dall'entrata in vigore del decreto per approvare una legge regionale, stabilire quali competenze passano da un ente all'altro. Una bozza c'è già. L'ha elaborato la commissione speciale Federalismo fiscale e Roma capitale, presieduta da Marco Di Stefano (Pd): «Funzioni amministrative regionali potenzialmente trasferibili a Roma Capitale alla luce dell'articolo 24 della legge sul Federalismo fiscale». C'è dentro di tutto, dalla possibilità per Roma di adottare il piano turistico triennale, alle funzioni per la redazione degli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica delegate a Roma. Bisognerà vedere quali tra le funzioni della bozza saranno definitivamente inserite nella legge che la Regione deve approvare. «Si tratterà comunque di trasferire a Roma funzioni amministrative - chiarisce subito il consigliere regionale Udc e presidente della commissione Affari costituzionali Pietro Sbardella - non poteri di indirizzo, programmazione e controllo che restano in capo alla Regione». Del resto, lo stessa presidente Renata Polverini, all'indomani dell'approvazione del secondo decreto aveva precisato: «La Regione non può cedere poteri, solo mettere in campo un processo di semplificazione, trasferendo funzioni». Sarà dura conciliare la volontà della Regione a non cedere la sua sovranità con il desiderio di Roma Capitale di acquisire una vera autonomia. Roma chiede maggior indipendenza specie sul fronte dell'urbanistica e, nello specifico, la possibilità di approvare le varianti al Piano regolatore senza inviarle alla Regione per il parere definitivo. Ma su questa richiesta, resta da capire quale sarà il parere finale della Regione. Da una parte la Polverini ha più volte detto che serve una maggiore semplificazione. Dall'altra non ha negato che il potere di controllo resta alla Regione. Insomma, la partita è lunga da giocare. E anche se ancora non si hanno tempi certi sull'iter per l'approvazione di questa legge, è facile pensare che il sindaco Gianni Alemanno invierà più di un sollecito per evitare che la Riforma resti al palo proprio per l'inerzia della Regione. Intanto, prosegue l'iter per la redazione del nuovo Statuto di Roma capitale: anche in questo caso, la sfida è complessa perché in ballo c'è la riduzione dei municipi da 19 a 15. La bozza del presidente della commissione capitolina Roma capitale Francesco Smedile che prevedeva, in grandi linee, l'accorpamento del I municipio col XVII, del II con il III, del VI con il VII e del IX con il X sembra accontentare più persone. Ma la mappa potrebbe subire variazioni anche in funzione delle future sfide elettorali. E l'attuale maggioranza capitolina potrebbe imporre di tenere autonomi i municipi di centro destra (II, N, VII, XII, XIII, XVIII, XIX, XX) e accorpare quelli di centro sinistra. 48 I consiglieri. Il taglio dai 60 attuali è previsto dal primo decreto su Roma Capitale 12 Gli assessori. Il numero massimo dei componenti della giunta capitolina 15 I nuovi municipi. Attualmente sono 19. Dovrà disciplinarli il nuovo statuto della capitale 90 Giorni. Tempo massimo entro cui approvare il secondo decreto di Roma Capitale 24 L'articolo. La norma della legge 422009 che disciplina Roma Capitale 1562010 Il primo decreto. Quello che ha definito l'assetto istituzionale di Roma Capitale
Pronta la bozza di legge sui poteri di Roma
Il governo deve varare definitivamente il provvedimento entro il 21 febbraio 2012. Il secondo decreto legislativo, che definisce le funzioni da trasferire, ha ottenuto via libera in exetremis del Consiglio dei ministri e inizia il suo iter in Parlamento. La Regione deve approvare una legge regionale entro i 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto, stabilendo quali competenze passano da un ente all'altro. La bozza di legge regionale è già stata elaborata dalla commissione speciale Federalismo fiscale e Roma capitale. La Regione non può cedere poteri, solo mettere in campo un processo di semplificazione, trasferendo funzioni. La vera autonomia che Roma chiede è ancora lontana.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo