Sotto Palazzo Valentini, sede dell'ente locale romano, potrebbero trovarsi i resti del tempio dedicato all'imperatore. Sempre che non si tratti dell'ennesimo caso di «archeologia spettacolo» La tempistica strappa un sorriso: il governo decide di svuotare le province dal di dentro, togliendo loro soldi e poltrone. Passano due giorni e si scopre che esisterebbe un eccellente motivo per cambiare la funzione d'uso - in senso letterale - della sede della Provincia di Roma: potrebbe diventare un sito archeologico al pari dei Fori. In parte, lo è già. Sembra infatti che proprio sotto Palazzo Valentia, si trovi uno dei tesori nascosti della Roma antica: il tempio di Traiano e Plotina. Dopo secoli di ricerche il sogno degli storici della topografia imperiale dovrebbe essere coronato. Il condizionale è d'obbligo, ma la suggestione di essere di fronte a una delle più importanti scoperte degli ultimi anni è emersa dai discorsi di tutti i presenti alla presentazione di ieri. A cominciare da Eugenio La Rocca, archeologo e direttore degli scavi, che ieri insieme al presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e a Piero Angela ha illustrato il risultato degli ultimi rilevamenti effettuati, insieme ad un nuovo allestimento in 3D che si aggiunge al percorso multimediale delle Domus Romane che caratterizza i percorsi sotto Palazzo Valentini. Nelle sale accessibili al pubblico, infatti, è stata inaugurata una ricostruzione virtuale con le storie di chi viveva il luogo duemila anni fa. «Siamo nel campo delle congetture e delle possibilità», spiega il professor Andrea Carandini, che sul tema ha pubblicato un recente articolo sulla rivista Archeologia viva, «ma in questo caso è come quando un poliziotto risale all'assassino grazie a un'impronta o a un frammento di Dna. Cioè si basa su un'inferenza sostenuta da elementi piuttosto solidi. E se nel nostro ordinamento basta una prova per andare in galera, non vedo perché la stessa procedura non possa valere anche per le scoperte nel campo dell'archeologia». Nel caso del tempio dei divi Traino e Plotina, insiste La Rocca, la possibilità è «ben fondata e ben costruita». Già dal 2006 gli archeologi della Provincia sono impegnati in uno scavo complesso, ma solo qualche mese fa hanno rinvenuto i resti di una struttura colossale, complessa, adiacente al cortile della Colonna Traiana e orientata sull'asse del Foro, un monumento, sostengono gli esperti, sicuramente pubblico di «altissima valenza e significato». Per avere la conferma del «ritrovamento» del Tempio, ha sottolineato La Rocca, saranno necessarie altre indagini «ma già da ora possiamo dire che le scoperte sono talmente eccezionali, le strutture sono in asse con la colonna Traiana, sono colossali e sono stati trovati resti di colonne in granito grigio egiziano e ciò già indica che ci troviamo di fronte a un monumento di straordinaria importanza: che sia il Tempio del divo Traiano e della diva Plotina ci sono buone possibilità». Non è la prima volta che nella Capitale si annunciano ritrovamenti clamorosi, che, tuttavia, devono essere considerati sotto la forma del periodo ipotetico. Nel 2007, ad esempio, è stata la volta del Lupercale: alla collina del Palatino, sotto la casa di Augusto viene trovata la grotta dove Rea Silvia, secondo la leggenda, avrebbe nutrito Romolo e Remo. Nel 2010 tocca al Mausoleo del gladiatore, qualche mese dopo tocca alla sala da pranzo girevole attribuita a Nerone. Per quanto riguarda gli scavi di Palazzo Valentini, se ancora non è possibile stabilire con sicurezza l'identità del monumento, la ricostruzione congetturale, fatta da esperti accreditati, parla di un edificio elevato su un alto podio. Il podio era sostenuto da una possente platea in opera cementizia perfettamente orientata con le strutture del Foro i Traiano. Il nucleo doveva essere costituito 3a una serie di ambienti a volta. Si tratta di strutture seminterrate, tra loro comunican-ti, costituite da mura di eccellente livello esecutivo e di notevole consistenza, che i laterizi ritrovati permettono di inquadrare nella prima età adrianea. Il nuovo percorso multimediale realizzato da Piero Angela insieme al fisico e divulgatore scientifico, Paco Lanciano, consentirà di mostrare a tutti i visitatori la storia raccontato dai bassorilievi della colonna di Traiano, cioè la campagna in Dacia. E sulla ColonnaTraiana, Nicola Zingaretti, presidente della Provincia, ha voluto rimarcare che «la storia raccontata sulla Colonna Traiana è davvero la prima narrazione per immagini della storia dell'uomo. Questo è uno dei pochi luoghi al mondo dove si coniugano l'amore per l'archeologia e le nuove tecnologie. Non ci siamo soffermati solo alla scoperta, ma l'abbiamo voluta valorizzare e rendere fruibile ed accessibile al pubblico».
Roma. Tagli la Provincia e scopri Traiano
Sotto Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, è stato scoperto un tempio dedicato all'imperatore Traiano e alla sua moglie Plotina. Gli scavi, iniziati nel 2006, hanno rivelato una struttura colossale e complessa, adiacente alla Colonna Traiana e orientata sull'asse del Foro. I resti di colonne in granito grigio egiziano e la posizione della struttura suggeriscono che si tratta di un monumento di straordinaria importanza. La ricostruzione virtuale del tempio, realizzata con l'aiuto di esperti, è stata inaugurata nel percorso multimediale delle Domus Romane.
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