Solo Bonifazi e Bieber (Pd) difendono Renzi: «No a pregiudizi, ricerche condotte da professionisti» FIRENZE. "Si ascoltino gli studiosi e non gli specialisti di marketing». Questo l'appello dei consiglieri Tommaso Grassi (Sinistra e Cittadinanza) e Ornella De Zordo (Perunaltracittà), che fa seguito all'appello degli storici dell'arte e all'esposto in Procura di Italia Nostra, e che «mettono al centro una forte preoccupazione per quanto sta avvenendo agli affreschi di Giorgio Vasari nel salone dei Cinquecento, alla ricerca di quel che potrebbe rimanere della Battaglia di Anghiari di Leonardo». Di fronte «a questi autorevoli giudizi, cui si aggiunge quella della restauratrice Frosinini che è ricorsa all'obbiezione di coscienza per sottrarsi a un compito deontologicamente inaccettabile, ci auguriamo davvero che ci sia un ripensamento - è l'appello di Grassi e De Zordo - e che vengano fermati i lavori con cui si dovrebbe forare l'affresco vasariano. E' ormai chiaro che si tratta di un'operazione di marketing, di un evento spettacolare che accende le luci della ribalta internazionale sul Tommaso Grassi (Sec) caso del "Leonardo perduto", portando celebrità soprattutto a chi ha voluto l'intervento, anche se questo non ha una base scientifica e danneggia un'opera d'arte esistente. Il sensazionalismo dell'intervento è del resto coerente con un programma come Voyager, le cui telecamere dovrebbero seguire i lavori in diretta. Se il prestigioso National Geographic vuole sponsorizzare qualche intervento del patrimonio artistico fiorentino, non mancano certo casi di opere d'arte che necessitano di restauro