Giallo sul testo, poi trovati i fondi per le Accademie: esigenze indifferibili ROMA. Sono sempre nel mirino. A rischio abolizioni, poi resuscitate. E' accaduto nelle bozze delle manovre di agosto, è accaduto in questi giorni. Alla fine per l'Accademia dei Lincei e quella della Crusca è arrivata una boccata d'ossigeno finanziario. Per il 2012 sono stati stanziati nuovi fondi: 1,3 milioni di euro andranno alla prima, e 700 mila alla seconda. E' quanto prevede l'articolo 30 del decreto legge approvato dal consiglio dei Ministri. Con un'ulteriore garanzia, le risorse sono collocate tra le «esigenze indifferibili». Un altro «giallo» che per un giorno ha fatto stare con il fiato sospeso i suoi dipendenti, riguarda l'"Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza» di cui era prevista la soppressione in una delle bozze del decreto di manovra. Un'ipotesi singolare visto che l'Authority era stata creata poco più di quattro mesi fa, dopo venti anni di insistenze da parte dell'Onu, che chiedeva un adeguamento dell'Italia ad altri Paesi europei. Una settimana fa ne era stato designato persino il presidente, Vincenzo Spadafora. L'ex numero uno di Unicef Italia tuttavia conserverà l'incarico visto che nel decreto firmato dal presidente della Repubblica non è contemplata la soppressione dell'Autorità. Sul fronte delle imprese sono diversi i provvedimenti che prevedono esborsi a carico delle aziende, dal canone Rai fino al parco auto per i dipendenti. Le società avranno infatti l'obbligo di indicare, nella dichiarazione dei redditi, il numero di abbonamento speciale a radio e televisione «ai fini della verifica del pagamento del canone». Questo in particolare riguarda chi possiede uno o più televisori «in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell'ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto». Altra novità che andrà ad incidere sui costi delle aziende è quella relativa alla supertassa collegata alla potenza delle auto. Il testo del decreto prevede il pagamento di 20 euro per ogni kW di potenza eccedente, ma ha fissato il limite di esenzione a 185 kW rispetto al precedente di 170 kW circolato nei giorni scorsi, e va a colpire circa 260 modelli base delle più diverse categorie. Nel lungo elenco delle «oltre 185 kW» vi sono infatti tante vetture fornite dalle aziende ai propri dirigenti. Saranno penalizzate le motorizzazioni 3.0 - 3.5 (a bassi consumi e poco inquinanti): imposta tra 1.200 e 1.300 euro.