Boom di richieste per il nuovo servizio del laboratorio pisano: l'analisi gratuita per stabilire il valore di quadri e oggetti antichi PISA. «Quel quadro su in soffitta era del nonno di mio nonno. Antico com'è, magari vale un sacco di soldi...». Eh sì, le leggende di famiglia sono piene di opere d'arte nascoste, di pezzi d'antiquariato misteriosi. E se con i concerti brandeburghesi di Bach incartavano il burro, chi può dire che quel dipinto polveroso accanto ai dischi in vinile non sia un Caravaggio? O che magari il capolavoro sia nascosto sotto un'anonima crosta tarlata? La risposta la può dare solo un expertise. Che di solito costa cara. Ma la parola magica che vince gli ultimi dubbi di chi vuol far valutare un oggetto antico c'è: gratis. Si chiama "Porte Aperte per l'Arte", ha sede a Pisa ed è un nuovo servizio offerto dal Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) tramite il Laboratorio di spettroscopia laser applicata dell'Istituto di chimica dei composti organometallici (Iccom-Cnr). Un gruppo di esperti esegue gratuitamente analisi diagnostiche su oggetti d'arte di proprietà di chunque chieda una valutazione. L'iniziativa è unica in Italia e permetterà, grazie alla competenza degli studiosi e all'utilizzo di strumentazioni all'avanguardia, di conoscere il reale valore di quadri, candelabri, cornici, ricordi di ogni tipo conservati in casa, e di valutare l'opportunità di eventuali interventi di conservazione e restauro. Una perizia gratuita che per un privato avrebbe un costo proibitivo, e che viene svolta in collaborazione tra Cnr, Scuola Normale Superiore e Università di Pisa in convenzione con la Art-Test, ditta specializzata che di recente ha effettuato analisi non invasive anche per i quadri di Caravaggio e Raffaello. Un'iniziativa che appena partita ha avuto un successo straordinario: la lista di attesa infatti è già completa fino a marzo, con richieste da tutta Italia. Vincenzo Palleschi è il responsabile del Laboratorio di spettroscopia laser dell'Iccom-Cnr. Dottor Palleschi, come e' nata l'idea? «Da tempo il nostro istituto lavora a stretto contatto con esperti di parte diciamo umanistica, la strada scelta è quella del tentativo di trovare un linguaggio comune fra queste due culture, fino ad oggi mondi diversissimi. Così oggi siamo l'unico istituto di chimica in Italia con un borsista di storia dell'arte. Da questo è nato un progetto, finanziato dalla Regione: in un'ottica di valorizzazione dei beni culturali, è importante andare a recuperare valori spesso perduti nelle nostre case. In una terra ricca d'arte come la nostra, non è infrequente trovare nelle case quadri od oggetti vecchi di tre o quattro secoli di cui si è persa la memoria. L'idea è quella di ridar loro un valore, oltre ad individuarli e catalogarli. Più che il valore economico, noi valutiamo lo stato di conservazine, lo inquadriamo storicamente, possiamo suggerire un'eventuale pulizia o un restauro». Un lavoro che gli esperti facevano già a pagamento, e che voi fate gratis... «Esistono professionalità di altissimo livello che operano a pagamento. Noi non vogliamo andare in concorrenza con loro, ma come ente pubblico pagato da tutti i cittadini, ci sembrava giusto mettere a disposizione della cittadinanza una prima valutazione del bene. Un contatto spesso evitato per il costo, che non è enorme ma neanche trascurabile. Certo non possiamo fare l'analisi completa di una qualsiasi opera in due ore. Per quella ci sono poi gli esperti privati». Quali sono le tecnologie che utilizzate? «Abbiamo metodologie di imaging, analisi all'infrarosso per vedere cosa c'è sotto lo strato pittorico; è come tornare indietro nel tempo, e mettersi dietro le spalle dell'artista, osservando i disegni prelimninari o eventuali sovraposizioni. Merodologie laser e al microscopio ci consentono poi di determinare il tipo di pigmento. Tutte tecniche ovviamente non distruttive. Poi utilizziamo altre tecniche di analisi dei materiali con la fluorescenza a raggi x o dove è possibile termografica. Per la datazione ad esempio l'analisi ci può rivelare l'uso di materiali non coerenti con l'epoca presunta». Che margine di errore c'e' sui risultati? «Il 100 non ce l'ha neanche l'analisi del dna. È importante nel dialogo fra umanisti e scientifici, arrivare a comprendere che le misure sono misure, soggette a un margine di errore, e un'interpretazione non può essere oggettiva, deve essere incrociata con la consulenza dello storico dell'arte». È possibile stabilire il valore economico di un oggetto? «Le valutazioni economiche sono sempre estremamente aleatorie: anche in un'asta il valore presunto di un quadro può raddoppiare o dimezzare». Quanti oggetti avete analizzato finora? Una decina solo nel primo giorno, alcuni semplici, altri meno. Fra l'altro abbiamo trovato un'opera molto pregevole, un quadro che, come abbiamo appurato, è stato dipinto nel Settecento».
Pisa. Con gli esperti del Cnr per risolvere il mistero del Raffaello in soffitta
Il Laboratorio di spettroscopia laser applicata dell'Istituto di chimica dei composti organometallici (Iccom-Cnr) di Pisa offre un servizio gratuito di analisi per stabilire il valore di quadri e oggetti antichi. Il servizio, chiamato "Porte Aperte per l'Arte", è stato lanciato in collaborazione con la Scuola Normale Superiore e l'Università di Pisa, e viene svolto in collaborazione con la ditta Art-Test. La lista di attesa è già completa fino a marzo, con richieste da tutta Italia. L'analisi utilizza tecnologie come imaging, analisi all'infrarosso, merodologie laser e al microscopio per determinare il tipo di pigmento e la datazione.
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