Italia Nostra presenta un esposto alla Procura, aperta un'inchiesta Appello pubblico di 300 studiosi: «Intervento vandalico» Il sindaco Renzi: «È una balla pazzesca» FIRENZE. Un appello pubblico firmato da intellettuali e cittadini e un esposto in procura di Italia Nostra per bloccare la ricerca della Battaglia di Anghiari di Leonardo, in corso in Palazzo Vecchio a Firenze dove uno staff di esperti dell'Università di San Diego e del National Geographic, con personale dell'Opificio delle Pietre Dure, sta mappando con una sonda endoscopica la parete del Salone dei Cinquecento che celerebbe il dipinto perduto. L'appello è firmato, tra gli altri, dall'accademico dei Lincei, Salvatore Settis, dal vicepresidente della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, dallo scrittore Carlo Ginzburg. L'esposto ipotizza il reato di danneggiamento di opera d'arte e chiede un sequestro preventivo dei ponteggi. «La ricerca del dipinto può rovinare le pitture di Vasari» mentre «è del tutto improbabile che Vasari abbia sigillato qualcosa di ancora leggibile dietro un muro», accusano gli intellettuali che si schierano contro lo studio condotto dall'ingegnere fiorentino Maurizio Seracini e che in questa fase viene svolto con sonde endoscopiche millimetriche inserite in microfessure della parete, che hanno evidenziato un'intercapedine. Seracini si dice «amareggiato» ed osserva: «Mi sembra solo un tentativo pretestuoso degli esclusi di bloccare una ricerca straordinaria. Un attacco demagogico che rischia di farci deridere nel mondo». Sull'esposto la procura di Firenze ha aperto un fascicolo. Al momento il procuratore Giuseppe Quattrocchi non ha ipotizzato reati. Le indagini saranno affidate ai carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale. «Non stiamo vandalizzando il Vasari» e «se qualcuno dice che abbiamo vandalizzato qualcosa ne risponderà nelle aule di un tribunale». Lo ha detto il sindaco di Firenze Matteo Renzi. «Qualche scienziato o presunto tale - ha aggiunto - facile al luogo comune, e che firma appelli senza neanche averli letti, dice che noi staremmo vandalizzando il Vasari», ma «questa è una balla pazzesca». In merito all'esposto il sindaco ha poi evidenziato che «è naturale che la procura faccia tutte le indagini e noi siamo ovviamente a disposizione dell'autorità giudiziaria». «Ci sono persone - ha proseguito Renzi - che vivono questa realtà pensando che i beni culturali appartengono solo ad una elite che vuole decidere tutto e il contrario di tutto». Intanto le ricerche vanno avanti e i lavori proseguiranno ancora almeno per due settimane, forse tre. Gli esiti vengono definiti «positivi»: l'intercapedine dietro all'affresco di Vasari che coprirebbe quello di Leonardo, sarebbe infatti presente in più punti. Quanto agli esiti della ricerca, è emerso che oltre l'intercapedine la sonda endoscopica ha rilevato la presenza di un intonaco che sarà sottoposto ad analisi, così come si attendono i risultati sulla sostanza biologica, forse uovo usato per le sinopie, rintracciata nei giorni scorsi.
Battaglia di Anghiari: Fermate le ricerche
Un gruppo di intellettuali e cittadini ha firmato un appello pubblico contro la ricerca di un dipinto di Leonardo da Vinci, "La Battaglia di Anghiari", nascosto dietro una parete del Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio a Firenze. L'appello è stato presentato da Italia Nostra e richiede un sequestro preventivo dei ponteggi. Gli intellettuali accusano lo studio condotto dall'ingegnere Maurizio Seracini, che utilizza sonde endoscopiche per mappare la parete, di essere un tentativo pretestuoso per bloccare la ricerca.
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