Favara.Sarà uno studio tecnico locale, il cui direttore è il giovane favarese restauratore Antonio Mignemi, lo stesso che ha restaurato la Banderuola del Palazzo Vecchio di Firenze, a prendersi cura il prospetto della chiesa Madre (foto in alto). Il tempio simbolo della cristianità favarese, in questi ultimi giorni è sottoposto particolare osservazione dopo il distacco di uno degli otto fregi a forma di capitello che contrassegnano, sotto l'ultimo cornicione, il prospetto della chiesa di piazza dei Vespri. Alla luce dell'improvviso crollo, verificatosi nelle prime ore dello scorso 28 novembre, fortunatamente senza conseguente per persone o cose, il parroco Mimmo Zambito (foto rotonda), arciprete di Favara, qualche giorno dopo ha incaricato un'impresa specializzata di effettuare un monitoraggio (nella foto a destra) del prospetto della chiesa, la stessa ditta che il parroco il 21 aprile del 2010 aveva chiamato per operare una verifica proprio del prospetto e la pulizia delle erbacce cresciute in diversi punti delle pareti. Il responso della verifica effettuata la scorsa settimana, come si ricorderà, purtroppo, non è stato per niente rassicurante. La situazione allo stato attuale è abbastanza preoccupante, poiché la pietra dolce di Comiso, che è stata utilizzata per allestire il prospetto della Matrice, mostra evidenti segni di disfacimento causato degli agenti atmosferici. Preoccupa soprattutto il capitello del lato nord, corrispondente a quello crollato, su cui sono stati riscontrati gli stessi segni di taglio trasversale. Ecco perché don Mimmo, che non dorme sogni tranquilli, ha subito interpellato un tecnico consulente della parrocchia per lo studio della situazione, ed in particolare della pietra dolce di Comiso, di cui è un luminare proprio il giovane restauratore favarese. L'incarico allo studio tecnico è stato affidato unitamente dall'arciprete don Mimmo Zambito e don Giuseppe Pontillo, direttore dell'Ufficio Beni culturali ecclesiastici ed Edilizia di culto della Diocesi di Agrigento. Lo stesso Pontillo, accompagnato dell'ingegnere Giovanni Alaimo, all'indomani del crollo del capitello è stato a Favara per un sopralluogo. Il primo studio sulla pietra dolce di Comiso, utilizzata per il prospetto della chiesa Madre, partendo dalla data di costruzione dello stesso tempio, lo studio diretto da Mignemi lo completerà entro il 15 dicembre. A questo seguirà un nuovo monitoraggio che questa volta sarà effettuato dallo stesso studio specializzato. Solo dopo questa ulteriore verifica sarà possibile redigere un progetto di recupero e di restauro che l'Ufficio beni culturali ecclesiastici della Diocesi dovrà presentare alla Soprintendenza ai beni culturali. Lo studio tecnico favarese è lo stesso che alcuni mesi fa ha curato i lavori di restauro conservativo e messa in sicurezza delle superfici decorative della chiesa del Rosario di piazza Cavour, che al suo interno presentava danneggiato l'apparato decorativo polimaterico di notevole interesse storico- artistico.
Favara (AG). Madrice, affidato incarico per progetto conservativo
Il prospetto della chiesa Madre di Favara è stato sottoposto a monitoraggio dopo il distacco di uno degli otto fregi a forma di capitello che contrassegnano il prospetto. Il parroco Mimmo Zambito ha incaricato un'impresa specializzata di effettuare un monitoraggio del prospetto, che ha riscontrato segni di disfacimento della pietra dolce di Comiso utilizzata per allestire il prospetto. Per questo motivo, don Mimmo ha subito interpellato un tecnico consulente della parrocchia per lo studio della situazione. L'incarico allo studio tecnico è stato affidato al giovane restauratore favarese Antonio Mignemi, insieme all'arciprete don Giuseppe Pontillo.
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