Quella delle costruzioni edilizie costruite a ridosso della foce del Simeto e che rischiano di alterare l'equilibrio idrogeologico dell'oasi è questione annosa e mai risolta anche per il rimpallo di responsabilità tra Comune e Provincia. È del 9 novembre 2011 il nuovo testo regionale per la "legge di riordino e riqualificazione", secondo cui il limite per edificare sul territorio costiero viene prorogato a 150 metri dalla battigia del mare, una proposta ha causato chiari disaccordi da parte dei rappresentanti dei professionisti siciliani interessati - ingegneri, architetti e geologi - i quali ritengono il disegno di legge «un semplice paravento al desiderio di sanare l'insanabile». Una visione più ampia è invece quella adottata dall'Ordine degli Architetti di Catania che, pur non distaccandosi dal parere collettivo regionale, crede fermamente che «l'intervento più opportuno sia il ritiro immediato dell'attuale ddl a favore di un provvedimento che prenda in considerazione l'interno governo del territorio, non solo quello delle coste dell'isola» come ha sottolineato il presidente dell'Ordine, Luigi Longhitano. Ciò si tradurrebbe nella tutela per intero di quell'area che da Vaccarizzo di estende fino a Bronte, passando per Paternò e Adrano, tutti paesi che fin dall'antichità si affacciano sulle sponde del Simeto. «Intervenire solo su una frazione quando i benefici più duraturi possono essere tratti solo dall'interesse per l'intero sistema-Simeto - afferma Longhitano - non è il migliore approccio. È fondamentale un progetto generale che riqualifichi tutta la zona dell'Oasi. È il legame fra le diverse parti che porta ai risultati concreti». Su questi problemi l'Ordine ha organizzato un confronto, invitando tutti gli enti che operano e studiano su questo particolare territorio. All'incontro hanno partecipato la soprintendente dei Beni Culturali e Ambientali di Catania Vera Greco, l'incaricato da parte del Comune per la tutela dell'Oasi Matteo Arena, la docente di Composizione della facoltà di Architettura dell'Università di Catania Zaira Dato, il presidente di Inarch Sicilia Franco Porto, il docente di Diretto Costituzionale della facoltà etnea di Giurisprudenza Agatino Cariola, e numerosi professionisti che da anni lavorano ai diversi progetti per la trasformazione urbana dell'Oasi del Simeto. Ha moderato i loro interventi il dirigente dell'Ottava Unità operativo della Soprintendenza nonché componente del Consiglio degli Architetti Benny Caruso. «Lo scopo di questo incontro era far dialogare finalmente le diverse parti coinvolte - ha dichiarato il presidente Longhitano - per lavorare in sinergia, attraverso una comunione d'intenti che faciliti gli iter burocratici e politici, e consideri il territorio nella sua interezza».
Catania. Risanare l'intero sistema-Simeto, non solo la costa
Il testo discute la questione delle costruzioni edilizie a ridosso della foce del Simeto che potrebbero alterare l'equilibrio idrogeologico dell'oasi. Il nuovo testo regionale per la "legge di riordino e riqualificazione" proroga il limite per edificare sul territorio costiero a 150 metri dalla battigia del mare, ma i professionisti siciliani ritengono che questo sia un paravento al desiderio di sanare l'insanabile. L'Ordine degli Architetti di Catania sostiene che l'intervento più opportuno sia il ritiro immediato dell'attuale ddl e la creazione di un progetto generale per riqualificare tutta la zona dell'Oasi.
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