Gli speleologi si calano: rinvenuta una moneta con lo stemma dei Medici CRESPINA. Pensava ad un passaggio millenario che conduceva al vecchio castello di Crespina distrutto nel 1400 l'assessore Sergio Tognoni. E invece, da una prima discesa nel sottosuolo del complesso del San Michele, ecco che in quel cunicolo vengono scoperti vari ossari. Così fanno sapere gli speleologi viareggini che si sono calati giù nelle viscere della terra crespinese. «Manderemo i resti trovati al dipartimento di antropologia dell'Università di Pisa», spiega l'assessore all'ambiente Marco Romboli. Si tratta dell'ennesimo colpo di scena. Prima gli affreschi venuti alla luce dopo secoli di coperture e degrado, adesso le ossa (si osserva la parte finale di un femore e altri resti): solo grazie ai lavori attualmente in corso allo storico complesso, la comunità crespinese può riavvolgere una storia inedita. Che non mancherà di essere approfondita. Finalmente, dopo due anni di interrogativi e leggende, ecco che quell'apertura scoperta quasi per caso racconta qualcosa in piu'. «E' venuta fuori durante i lavori al pavimento del San Michele - continua Romboli - Gli esperti che sono entrati hanno parlato di un ingresso di due metri e mezzo per due, profondo quando il pavimento. Il soffitto è fatto ad arco e le pareti a mattoncini». Lo stile là sotto è il medesimo: magari risale al primo nucleo del complesso che risale al 400. Forse è postumo. «Gli speleologi hanno tolto alcune mattonelle trovando altre stanze tutte uguali, contenenti delle ossa». La domanda sorge spontanea: perché dividere un cunicolo in tante stanze tutte uguali? «Forse era semplicemente un ossario dove mettevano le persone che non entravano piu' nel vicino vecchio cimitero dell'allora Crespina, giù sotto il San Michele», prosegue Romboli. Elmetto e attrezzatura, il gruppo viareggino si è calato anche con un metal detector che ha rilevato la presenza di una monetina di rame probabilmente risalente al periodo dei Medici. «Sono stati i volontari della Proloco a ripulirla, dietro si vede questo stemma che ci hanno detto risalire ai medici», puntualizza l'assessore. E mentre il sottosuolo prova a raccontarsi, intanto, in superficie i lavori di ristrutturazione vanno avanti. Così come il recupero degli affreschi "nascosti" venuti alla luce solo di recente. «Serviranno minimo 2 milioni di euro per recuperare e consegnare alla popolazione la chiesa di San Michele, dove sono stati scoperti affreschi di Giovan Battista Tempesti e su cui adesso Soprintendenza ai beni culturali di Pisa e Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, insieme al Comune, dovranno decidere cosa farne», fa sapere il sindaco Thomas D'Addona.