La disputa sulla "Battaglia di Anghiari" arriva in Procura La caccia all'affresco perduto di Leonardo da Vinci, l'ormai leggendaria Battaglia di Anghiari, è cominciata. Ma l'impresa dello staff impegnato nella ricerca del capolavoro rinascimentale - forse nascosto dietro una parete del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, affrescata da Giorgio Vasari - potrebbe rivelarsi più impervia del previsto. Da mesi, il mondo della cultura si interroga, dividendosi, sull'opportunità o meno di tentare l'operazione. La novità del giorno è che il dibattito, finora squisitamente accademico, si è spostato nelle stanze della Procura. L'associazione Italia Nostra ha infatti presentato un esposto ipotizzando il reato di danneggiamento di opera d'arte - la ricerca metterebbe a rischio il sovrastante dipinto vasariano - e chiedendo il sequestro preventivo del cantiere. Il documento è approdato ieri sul tavolo del procuratore Giuseppe Quattrocchi, che ha aperto un fascicolo. AI momento, non è stata formulata alcuna ipotesi di reato, né ci sono indagati. Ma nei prossimi giorni, i carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale entreranno in azione, avvalendosi della consulenza di esperti e professionisti. Poi si deciderà se archiviare oppure imporre, come richiesto nell'esposto, uno stop del cantiere. lI lavoro ci sono ricercatori dell'Università di San Diego, esperti del National Geographic e personale dell'Opificio delle Pietre Dure. Per mappare la maestosa parete di quella che fu la Sala del Maggior Consiglio della Repubblica fiorentina si è deciso di utilizzare delle sonde endoscopiche millimetriche munite di telecamera, come quelle che si usano in ambito sanitario. L'idea è dell'ingegner Maurizio Seracini che da quarant'anni lavora al progetto, inseguendo il sogno di svelare uno dei misteri più appassionanti della storia dell'arte. Era il 1503 quando il gonfaloniere Pier Soderini affidò a Leonardo l'incarico di rappresentare i sanguinosi scontri della battaglia in cui, sessant'anni prima, si erano affrontati l'esercito fiorentino e quello milanese. Ma di quell'affresco, che rimase esposto per alcuni anni, si sono perse le tracce. Non tutti, però, sono convinti che la parete del Sala ne dei Cinquecento sia il posto giusto dove cercare. Vasari non avrebbe mai coperto un dipinto di Leonardo, sostengono alcuni studiosi. L'affresco potrebbe essere andato distrutto, non ha senso mettere a rischio l'opera del Vasari, argomentano altri. Sono 101, al momento, gli intellettuali che hanno apposto la loro firma su un appello per bloccare i lavori. Anche tra gli addetti ai lavori ci sono forti perplessità. E non sono mancate le clamorose obiezioni di coscienza. Come quella di Cecilia Frosinini, la responsabile del settore pitture murarie dell'Opificio delle Pietre Dure, che si è rifiutata di forare la parete. «Motivi etici» ha spiegato la studiosa. Tra i sostenitori della ricerca, c'è il sindaco, Matteo Renzi. «Credo che sia innegabile - sostiene - che anche nella capacità di andare a investigare, con tecniche assolutamente rispettose non soltanto delle regole del gioco, ma soprattutto della qualità dell'opera del Vasari, ciò che sta sotto e ciò che schiude un'opportunità, ci sia una parte della nostra storia. Firenze non sarebbe stata Firenze se non fosse stata capace di farsi delle domande e di andare a ricercare». Con l'occasione, traccia anche un primo bilancio: «Il lavoro svolto finora ha confermato il quadro indiziario. Nel prossimo mese avremo tutte le analisi. Ma se è vero quello che emerge dal primo sondaggio, credo che sia difficile negare che Il sotto ci sia qualcosa». E se Maurizio Seracini si chiude in un silenzio amareggiato, i consiglieri comunali Ornella De Zordo e Tommaso Grassi tuonano: «Si ascoltino gli studiosi e non gli esperti di marketing. No ai predatori del Leonardo perduto».
Inchiesta sui cacciatori del Leonardo perduto
L'associazione Italia Nostra ha presentato un esposto alla Procura di Firenze per la ricerca del dipinto "Battaglia di Anghiari" di Leonardo da Vinci, che potrebbe essere nascosto dietro una parete del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. L'esposto richiede il sequestro preventivo del cantiere e l'archiviazione dei lavori. Il procuratore Giuseppe Quattrocchi ha aperto un fascicolo e i carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale entreranno in azione per mappare la parete con sonde endoscopiche. L'ingegner Maurizio Seracini ha lavorato al progetto per 40 anni e sostiene che ci sia qualcosa di importante dietro la parete.
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