Presentato l'esposto, la procura apre un fascicolo Renzi: vicinissimi alla verità Per sei volte la sonda ha «scavato» nel dipinto del Vasari alla ricerca della «Battaglia di Anghiari», adesso i tecnici si sono fermati in attesa dei risultati delle analisi. Intanto la ricerca della Battaglia è arrivata fino alla procura di Firenze: il procuratore Quattrocchi ha aperto un fascicolo, per ora senza ipotesi di reato, dopo un esposto presentato da Italia Nostra per bloccare la ricerca del capolavoro di Leonardo da Vinci. E ieri è arrivato anche un appello di 101 intellettuali per fermare la ricerca. Il sindaco Renzi replica: «Non stiamo vandalizzando il Vasari. La ricerca va avanti perché «siamo vicinissimi a dare una risposta ». Il passaggio della sonda dietro l'affresco vasariano della Battaglia di Scannagallo, alla ricerca del perduto dipinto della Battaglia di Anghiari di Leonardo, si è ripetuto sei delle sette volte che erano state autorizzate dalla Soprintendenza. I punti scelti per l'indagine non sono stati tutti quelli indicati da Maurizio Seracini che conduce la ricerca (con un team dell'Università di San Diego e finanziamenti del National Geographic): non lo sono stati nel numero (era stata chiesta l'autorizzazione per 14 passaggi della sonda) e non lo sono stati per la posizione, perché i restauratori dell'Opificio, che seguono i lavori, hanno indicato le zone più danneggiate dell'affresco e non quelle vicine alle «discontinuità» nel muro di mattoni costruito dal Vasari dietro cui, secondo Seracini, sarebbe stato più conveniente cercare. La sonda è andata a prendere dei microframmenti dove si cerca traccia dei materiali usati da Leonardo. «Valuteremo i risultati delle analisi e decideremo poi il da farsi spiega Marco Ciatti, direttore del laboratorio restauri dell'Opificio al termine di una riunione tecnica che si è svolta ieri pomeriggio alla presenza della soprintendente Cristina Acidini questa fase della ricerca è finita, non si crede di poter avere ulteriori informazioni da questo tipo di indagine». Alla riunione ha partecipato anche il sindaco Matteo Renzi che poco dopo ha riferito in Consiglio: «Dopo 5 secoli il mistero della Battaglia di Anghiari è vicinissimo a una soluzione ripete tutto il quadro indiziario è stato confermato e rafforzato. Ora attendiamo la certezza scientifica. Nel prossimo mese avremo tutte le analisi. Ma se è vero quello che emerge dal primo sondaggio, credo che sia difficile negare che lì sotto ci sia qualcosa». Dopo i risultati si dovrà decidere se procedere con nuove ricerche attraverso «uno strappo di 2 centimetri quadrati dell'affresco, che sarà poi messo a posto. Il nostro obiettivo è coinvolgere ancora di più l'Opificio che avrà un ruolo fondamentale e una visibilità mondiale. Decideremo insieme come procedere e come valorizzare l'uno e l'altro dipinto». «Sono state utilizzate continua Renzi tecniche rispettose delle regole e delle leggi». E precisa: «Se qualcuno dice che abbiamo vandalizzato qualcosa ne risponderà nelle aule di un tribunale». La turbolenta giornata di ieri è iniziata infatti con un esposto e un appello a bloccare la ricerca. L'esposto dell'associazione Italia Nostra che ora è sul tavolo del procuratore Giuseppe Quattrocchi, chiede di contestare il «danneggiamento di opera d'arte». La procura di Firenze intanto ha aperto un fascicolo, ma al momento non ha ipotizzato reati. Le indagini sono state affidate ai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale che si avvarranno della consulenza di esperti. Ora dopo ora è andato poi ad aumentare il numero dei firmatari dell'appello: circa 300 nomi di cittadini e intellettuali «esprimono grande preoccupazione per l'affresco del Vasari» e chiedono di non riprendere la ricerca «senza un osservatorio terzo, formato da autorevoli specialisti di storia dell'arte». Si sono aggiunte in serata firme di personalità del polo museale fiorentino come Beatrice Paolozzi Strozzi e Ilaria Ciseri, direttrice e vicedirettrice del Bargello, Giorgio Marini, curatore del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, nomi del panorama nazionale, come Matteo Ceriana direttore delle Gallerie dell'Accademia di Venezia, Marina Santucci, della soprintendenza per il patrimonio artistico di Napoli e Marco Collareta, direttore del dipartimento di storia delle arti dell'Università di Pisa e anche internazionale come Luke Syson, responsabile pittura National Gallery, Dominique Thiébaut curatrice del dipartimento di pittura del Museo del Louvre o Keith Christiansen, curatore della pittura europea, del Metropolitan di New York. Primo firmatario è Salvatore Settis, accademico dei Lincei che per il sindaco Renzi «è il benvenuto se vorrà visitare il lavoro nel Salone dei Cinquecento». «Se riceverò l'invito formale del sindaco non c'è motivo per cui debba rifiutarmi di andare a vedere con i miei occhi risponde Settis penso però che sia un'idea sbagliata utilizzare soldi, siano essi pubblici o privati, per cercare qualcosa che quasi certamente non c'è e se ci fosse sarebbe sulla parete opposta. Non si spendono soldi per le vere priorità. Questa storia sembra un capitolo del Codice da Vinci, un libro che non mi piace».
Vasari, stop alla sonda in attesa delle analisi
La procura di Firenze ha aperto un fascicolo per l'esposto presentato da Italia Nostra per bloccare la ricerca della Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci. La ricerca è stata condotta dalla sonda dietro l'affresco vasariano della Battaglia di Scannagallo, ma i punti scelti non sono stati tutti quelli indicati da Maurizio Seracini. La sonda ha preso microframmenti dove si cerca traccia dei materiali usati da Leonardo. I risultati delle analisi saranno valutati e decideranno il da farsi. Il sindaco Renzi ha riferito in Consiglio che il mistero della Battaglia di Anghiari è vicinissimo a una soluzione e che attendono la certezza scientifica.
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