Il sindaco di Firenze rilancia: «Ma la ricerca va avanti» Gli occhi hi-tech delle mini sonde probabilmente non si accenderanno più nel Salone dei Cinquecento. E i sette fori, consentiti e garantiti dagli esperti di sovrintendenza e Opificio delle pietre dure sull'affresco del Vasari, non saranno penetrati dai millimetrici endoscopi a caccia del Leonardo perduto in un'intercapedine nascosta nell'ala est. «Sono in attesa di sapere se e come procedere», ha dichiarato ai giornalisti Maurizio Seracini, ingegnere e docente all'Università di San Diego in California, a capo del team di ricercatori a caccia dell'opera-fantasma del genio di Vinci, non nascondendo l'amarezza per polemiche giudicate «strumentali, ingiuste, false» provocate da «un gruppo di esclusi». Gli esclusi sono 101 intellettuali di fama internazionale (tra cui i responsabili della pittura di Louvre, National Gallery, e Metropolitan di New York) che hanno sottoscritto un appello per bloccare le ricerche e hanno appoggiato l'esposto presentato ieri da Italia Nostra alla magistratura per danneggiamento di opere d'arte. La procura ha aperto un fascicolo non ipotizzando per ora alcun reato, e affidando le indagini ai carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio artistico. Una cosa, in questa contestata fase dell'operazione Battaglia d'Anghiari, è certa: le sonde non torneranno a trafiggere il dipinto sino a quando non ci sarà un nuovo permesso del ministero, ritenuto molto improbabile. «La settimana concessa per l'esplorazione nei sette fori, diventati poi sei, individuati dagli esperti sull'affresco del Vasari spiega Marco Ciatti, direttore del laboratorio di restauro dell'Opificio delle pietre dure si è conclusa. Adesso bisogna analizzare i risultati e ci vorranno almeno altri sette giorni». Sui rischi, riguardo all'opera del Vasari, Ciatti rassicura: «Abbiamo invitato gli esperti firmatari dell'appello, tra cui Settis, a seguire i lavori. Si accorgeranno che tutto è stato fatto nella massima sicurezza. Si può dire anche che la ricerca non selve a niente, ma non che sia pericolosa». I ponteggi allestiti in Palazzo Vecchio resteranno ancora per tre settimane e non sono esclusi nuovi accertamenti. Come ha confermato anche il sindaco Matteo Renzi: «La ricerca va avanti. Il mistero della Battaglia di Anghiari è vicinissimo a una soluzione». E sull'inchiesta della magistratura: «Siamo a disposizione dell'autorità giudiziaria. Se c'è qualche scienziato o presunto tale che firma appelli senza neanche leggerli, e dice che noi staremmo vandalizzando il Vasari, ne risponderà nelle aule di un tribunale».
Uno stop per la Battaglia di Anghiari. Sospesi i lavori e aperta un'inchiesta
Il sindaco di Firenze ha rilanciato la ricerca sul dipinto "Battaglia d'Anghiari" di Leonardo da Vinci, ma la ricerca con mini sonde non proseguirà nel Salone dei Cinquecento. I sette fori consentiti per l'esplorazione sono stati chiusi e gli esperti di sovrintendenza e Opificio delle pietre dure hanno garantito che non saranno penetrati dai millimetrici endoscopi. La ricerca è stata bloccata da un gruppo di 101 intellettuali di fama internazionale che hanno sottoscritto un appello per bloccare le ricerche. La procura ha aperto un fascicolo per le indagini, ma non ha ipotizzato ancora alcun reato.
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