Contadini e pescatori nelle stanze dellassessorato al Lavoro, paesaggi allAgricoltura: labbinamento tra soggetti e competenze Un Guttuso del 41 comprato dalla Soprintendenza e sconosciuto allArchivio del pittore bagherese Lultimo acquisto è Consagra A Palazzo Ajutamicristo si apre una mostra che raccoglie opere di Sironi Balla, Levi e altri, conservate nelle varie sedi dellamministrazione La composizione con paesaggio" datata 1948 e firmata da Mario Sironi si trovava in uno stanzino alquanto dismesso dellassessorato allEconomia, nel dipartimento Finanze e Credito; i "Tetti di Roma" di Renato Guttuso, datato 1941 e acquistato nel 1942 dalla Soprintendenza, era invece esposto a Palazzo Mirto, sconosciuto però ai critici autori del Catalogo Generale e allo stesso Archivio Guttuso; il ritratto di "Fanciulla abruzzese" pittura del 1935 di Giacomo Balla, è invece esposto a Palazzo dOrlèans, nella sale della Presidenza, dove si trovano anche due pregevoli opere di Pietro Consagra, la scultura "Solida n.2" del 1966 e il dipinto "Itinerario blu-viola" del 1972. Un inaspettato dipinto di Pippo Rizzo, raffigurante dei "Fiori" del 1930 circa, invece, adornava le pareti del Dipartimento Bilancio e Tesoro, mentre una raffinatissima "Natura morta" di Filippo de Pisis è generalmente ospitata nelle sale dellassessorato al Turismo, sport e spettacolo. Le pitture e le sculture che fanno parte della collezione privata della Regione Siciliana sorprendono per quantità e soprattutto per qualità: sconosciute ai più, spesso dimenticate, a volte anche trafugate - come nel caso di due dipinti, Guttuso e Levi, schedati e spariti - le opere rivivono adesso una seconda vita espositiva con la mostra " Da Sciuti a Dorazio", che si inaugura oggi alle 16,30 nella sede di Palazzo Ajutamicristo, in via Garibaldi, curata da Sergio Troisi, voluta dalla Soprintendenza e assessorato regionale dei Beni culturali. A supportare la mostra anche un gruppo di restauratori - Gaetano Alagna, Sergio Boscia, Eliana Costa, Franco Fazzio, Blinda Giambra, Ambra Giordano, Antonella Tumminelli - che hanno messo a disposizione la loro professionalità per prestare le cure necessarie alle opere, alcune delle quali provate dagli anni e dalloblio. Parallelamente alla mostra, Palazzo Ajutamicristo, futura sede della Soprintendenza, ospita al piano terreno una collezione di sculture e le steli del Canova - provenienti da Palazzo Mirto - oltre ad una esposizione di armi depoca. Lidea è di farne un polo museale della Regione, con una proposta di opere che vedrà alla fine di dicembre anche lesposizione della collezione di antiche carrozze. Altra novità sarà il coinvolgimento di nuovi spazi "inusuali" come ospedali e aeroporti, che saranno poi individuati dallassessorato per realizzare delle esposizioni temporanee del vasto patrimonio di opere della Regione, che possano così raggiungere un pubblico più vasto e articolato. Ottanta le opere in mostra di Palazzo Ajutamicristo, nellesposizione che si articola seguendo la logica delle acquisizioni, ed è ordinata in tre sezioni: la prima comprende un gruppo di opere che risale agli anni Trenta e Quaranta, quando le mostre sindacali costituivano un punto di riferimento per la leggibilità della cultura in Italia sotto il fascismo, e dunque strettamente connessi anche alla politica delle acquisizioni: i nomi degli artisti sono quelli delle pagine più importanti della storia dellarte del Novecento. Tra il 1938 e il 1942 entrano in collezione nomi come Rizzo, Varvaro, Franchina, Bevilacqua, Lazzaro. Negli anni del fascismo, sarà lo stesso ministro dellEducazione nazionale Giuseppe Bottai, figura poliedrica capace di coinvolgere i nomi più importanti dellintellighenzia del tempo nella sua rivista "Primato" da una parte, e nel 1938 di sottoscrivere le leggi razziali, dallaltra, a sostenere con grande forza la realizzazione delle mostra sindacali. Due i nomi di riferimento per le acquisizioni effettuate in quegli anni: Di Pietro, dal 1929 in forza alla Soprintendenza Scavi della Sicilia occidentale, e Roberto Salvini, storico dellarte specialista del Medioevo, Soprintendente alle Gallerie e Opere darte della Sicilia la cui sensibilità contribuirà in maniera determinante ad alcune acquisizioni. Scrive Troisi nel catelogo: «Sono considerazioni necessarie anche per la mostra "Ventuno artisti italiani", inaugurata al Teatro Massimo di Palermo nel luglio 1942, lultima rassegna quindi prima del precipitare degli eventi bellici. Nota sinora a pubblico e studiosi soltanto per poche opere inserite in esposizioni anche recenti, quellevento si è rivelato in tutta la sua importanza durante gli studi preliminari a questa mostra, e non soltanto in chiave cittadina o regionale». Si espone tra le macerie, nel dopoguerra dallaria ancora fumante di polvere da sparo: di queste opere è composta la seconda sezione, tra le quali si trova un dipinto firmato "Pasqualino 42" - della collezione di Palazzo Ajutamicristo - che è un piccolo giallo: la firma infatti è stata attribuita a Gugliemo Pasqualino, medico marito della pittrice Lia Pasqualino, con il quale condivideva la passione per la pittura, e che in alcune occasioni chiedeva al coniuge di sostituirla nelle occasioni espositive, quasi a voler dimostrare che per un uomo, in quegli anni, essere artista è più facile che per una donna. Del 1941 è il dipinto "Stazione di rilevamento" di Giovanni Varvaro: una pittura raffgurante la stazione idrometrica di Ponte Parco sul fiume Oreto, ancor oggi attiva, che si trova esposto nelle sale dellassessorato Energia e Servizi di Pubblica utilità, Dipartimento acque e rifiuti: come dire, gli assessorati a volte riescono a porsi in relazione con i soggetti delle opere ospitate, e così capita che dallassessorato allAgricolura si commissionassero dipinti raffiguranti paesaggi, mentre allassessorato al Lavoro si prediligessero, per lappunto, opere a tema, e dunque contadini e pescatori al lavoro. La sezione conclusiva propone opere che giungono fino allultima acquisizione, la scultura di Consagra: qui si trova anche un Gino Severini, conservato a Palazzo dOrlèans, mentre "Tetti di Roma" splendida pittura di Carlo Levi del 1950, è generalmente ospitata nelle sale dellassessorato al Turismo, insieme al "Paesaggio siciliano" di Guttuso del 1951. Per vedere alcuni "Alberi" del 1957 di Aldo Pecoraino, si doveva invece andare nelle sale dellassessorato Risorse agricole e alimentari. Insieme alle pitture e le sculture, "Da Sciuti a Dorazio" presenterà anche una serie di appuntanti e presentazioni: il 14 dicembre alle 17 Sergio Troisi interverrà su "Palermo 1942, 21 artisti italiani", il 18 gennaio Dora Favatella Lo Cascio parlerà di Renato Guttuso, il 24 gennaio Enrico Crispolti presnta il libro "Immagini e forme del potere", a cura di Davide Lacagnina, si conclude il 31 gennaio con Gaetano Bongiovanni che interviene sul patrimonio del Novecento nelle raccolte della Regione Siciliana