Al signor Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Firenze Italia Nostra, associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, riconosciuta come persona giuridica con D.P.R. n. 1111 del 1958, con sede in Roma, viale Liegi, n. 33, che svolge attività "di rilevante interesse pubblico" "nel campo della tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione" (art.1, legge 23 maggio 1980, n. 211) ed è individuata dal Ministro dell'Ambiente come associazione nazionale di protezione ambientale a carattere nazionale (art.13 legge 8 luglio 1986), nella persona del presidente, legale rappresentante, Alessandra Mottola Molfino (nata a Roma il 24 aprile 1939 e residente ad Argenta Ferrara -), espone i seguenti fatti perché Ella voglia valutare se in essi siano ravvisabili profili penalmente rilevanti. Ella sicuramente conosce la vicenda che ha attratto l'attenzione della stampa non solo fiorentina e ha suscitato la preoccupazione della opinione competente degli storici dell'arte. Si sta mettendo mano sugli affreschi del Vasari nella sala del Consiglio Grande in Palazzo Vecchio, nella avventurosa ricerca della leonardesca Battaglia di Anghiari, sul labile fondamento di una incerta memoria storica. L'idea, non certo nuova e ciclicamente alimentata da una superficiale tensione verso miracolosi ritrovamenti, ha avuto recentemente una ripresa conclusiva con l'iniziativa del Sindaco Matteo Renzi. La sua fortunata trasferta americana gli ha valso l'impegno finanziario di National Geographic, e nel Salone dei Cinquecento le telecamere della prestigiosa rivista (nonché quelle di Voyager, di Sandro Giacobbo) sono già pronte alla ripresa della operazione sensazionale che necessariamente passa attraverso la sia pur parziale lesione della integrità fisica degli affreschi vasariani (almeno dieci fori passanti, dichiara il direttore della ricerca). Perché l'intervento è per certo "invasivo sulla pittura", come ha subito opposto la funzionaria Cecilia Frosinini, responsabile delle pitture murali dell'Opificio delle Pietre Dure, alla quale, di fronte alla approvazione della Soprintendente Cristina Acidini a lei gerarchicamente superiore, non è rimasto che far valere il suo diritto di obbiettore di coscienza. In un articolo sul Fatto Quotidiano dello scorso mercoledì 30 novembre un autorevole studioso e storico dell'arte ha argomentato le ragioni per cui "l'dea di trovare Leonardo può apparire romantica, ma se la si guarda con un po' di senso critico appare antistorica, velleitaria, pericolosa e demagogica". E' palese infatti che non si tratta di corrispondere alla doverosa esigenza di restauro come definito nell'articolo 29 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, l'unico ammissibile "intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all'integrità materiale ed al recupero del bene medesimo". La finalità, al contrario, concepita e perseguita all'esterno della sede istituzionale deputata alla tutela e da essa non contenuta, e infine subita, è quella che ben si può dire politica della costruzione del grande, spettacolare evento di vasta risonanza mediatica, immaginato capace di esaltare il prestigio della città e, perché no, di chi l'amministra. Una finalità di «marketing» (secondo le parole dello stesso Renzi) che sacrifica la prima istanza della tutela, quella conservativa, e che comporta una inammissibile lesione alla integrità fisica del bene culturale (l'affresco del Vasari). Italia Nostra crede che una simile programmata condotta (anzi già avviata alla esecuzione) si esponga alla sanzione dell'art.635 (primo e secondo comma sub 3) del codice penale, che appunto punisce il danneggiamento delle cose di interesse storico o artistico. E perciò ritiene doveroso rispettosamente richiedere al signor Procuratore della Repubblica che voglia valutare il fondamento di un simile convincimento, perché, se lo avrà condiviso, possano essere attuate quelle misure cautelari (con la richiesta di sequestro preventivo ex art. 321 codice di procedura penale) idonee a scongiurare l'aggravamento delle conseguenze lesive della già avviata condotta di intervento sugli affreschi di Giorgio Vasari nella Sala del Consiglio Grande del Palazzo Vecchio in Firenze. (L'associazione dichiara di voler essere informata nella ipotesi di cui all'ultimo comma dell'art.408 c.p.p.). RingraziandoLa della cortese attenzione, Le porgo rispettosi saluti. Roma Firenze, 3 dicembre 2011. Alessandra Mottola Molfino, presidente di Italia Nostra.