Brescia. Inaugurato ieri il discusso obelisco di Pomodoro «Macché volgarità, è un omaggio al Vate» Giordano Bruno Guerri: «Grazie a queste novità gli incassi sono cresciuti del 14» GARDONE RIVIERA (Brescia) Il drappo tricolore che l'ha coperto per cinque giorni è stato abbassato e, salutato alla maniera di d'Annunzio da undici colpi di cannone della nave Puglia, l'obelisco di Arnaldo Pomodoro ieri è stato inaugurato ufficialmente. Al Vittoriale era arrivato martedì scorso, prima caricato su un camion che l'ha portato dallo studio milanese dell'artista fino a Gardone Riviera, al parcheggio sotto la dimora di d'Annunzio e poi agganciato da un elicottero che dal cielo, a mezzogiorno, l'ha calato nei giardini della Prioria, a un passo dalle Limonaie, «il luogo migliore per collocarlo, l'abbiamo scelto insieme, Pomodoro e io, il nostro è stato un incontro di reciproca esultanza» ha ricordato il presidente della Fondazione del Vittoriale, Giordano Bruno Guerra. Sette metri d'altezza, quasi una tonnellata di peso, l'opera di Pomodoro resterà al Vittoriale per 5 anni, rinnovabili, in comodato d'uso. «Un omaggio al senso sublime per l'estetica del vate e all'infinito edifizio» ma anche un'opera che, come ne «Il piacere» di d'Annunzio «apparirà al visitatore come quello che incantava Andrea Sperelli", ha detto Guerri. L'obelisco va ad aggiungersi a un'ormai ricca serie di opere di artisti contemporanei, come il Cavallo blu di Mimmo Paladino che domina l'anfiteatro, arrivate al Vittoriale da quando, nel 2008, è cominciata la gestione Guerri. «Intrusioni volgari» a giudizio di una trentina di studiosi che in ottobre hanno sollecitato un intervento (fin qui mai arrivato) di Napolitano e dell'allora ministro alla cultura Galan. Una polemica che trova nuovo alimento dall'arrivo dell'obelisco? «Vado avanti per la mia strada, non commento» dice Guerri, che ieri all'inaugurazione dell'opera di Pomodoro ha incassato l'elogio che, a titolo personale e a nome del governo, ha fatto il prefetto Livia Narcisa Brassesco Pace, ma anche le parole di apprezzamento messe nero su bianco in una lettera dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Dalla sua parte Guerra porta le cifre. Ieri a mezzogiorno, tre ore prima dell'inaugurazione dell'obelisco di Arnaldo Pomodoro, ha riunito il consiglio di amministrazione («lavoriamo anche di domenica, una prova di laboriosità che sarebbe piaciuta anche al padrone di casa»: «Ho comunicato che dai primi 11 mesi del 2008 allo stesso periodo del 2011 gli incassi sono aumentati del 14,3. Il Vittoriale dà lavoro a più di 40 famiglie ed è l'unico museo che sta assumendo personale. Il consiglio di amministrazione, inoltre, ha deciso di raddoppiare i finanziamenti per studi e convegni». Altre acquisizioni come il ritratto di Gabriele d'Annunzio opera a olio di Luca Del Baldo, cimeli, francobolli, carteggi, sono arrivate ieri. In programma? Un «grande evento» a Roma tra fine gennaio e primi di febbraio per presentare i risultati del lavoro del Ris sul manoscritto de La Gioconda e i primi di marzo l'appuntamento con l'anniversario di d'Annunzio. Al Vittoriale, ovviamente. L'opera Al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (Brescia) è stato inaugurato ieri un obelisco di Arnaldo Pomodoro alto 7 metri; l'opera rimarrà in comodato alla Fondazione dannunziana per 5 anni; il prestito è rinnovabile. L'opera di Pomodoro è l'ultima che si va aggiungendo a una serie di «pezzi» di arte contemporanea che stanno arricchendo gli spazi del Vittoriale. Le polemiche Una trentina di studiosi ed esperti d'arte hanno chiesto l'intervento del ministro perché fermi l'inserimento di queste opere nel contesto del Vittoriale: «Sono un'intrusione volgare» hanno scritto. Ieri Giordano Bruno Guerri ha difeso la sua scelta sia dal punto di vista estetico sia da quello culturale. E ha rivendicato che sotto la sua direzione il Vittoriale ha visto aumentare gli incassi del 14.