Il suo ramo era simbolo d'Italia nel conio da due lire, eppure l'ulivo, secondo la rete ecologista del Salento decine di comitati formati da giovani viene sacrificato alla lobby delle rinnovabili e all'edilizia. Ragione di sdegno è l'approvazione all'unanimità, in quella Puglia di cui l'albero è lo stemma, di un disegno di legge che modifica l'interpretazione della Legge regionale 1407. Grazie all'emendamento, battezzato «ammazza-ulivi» e proposto dal consigliere pdl Massimo Cassano col sostegno dell'assessore all'Ambiente Lorenzo Nicastro, l'espianto di alberi secolari potrà effettuarsi anche senza il parere delle commissioni competenti, oggi obbligatorio e mai abbastanza restrittivo, introducendo il silenzio-assenso ago giorni dalla richiesta. In pochi giorni si sono già raccolte migliaia di firme per chiedere al governatore Nichi Vendola di bloccare subito l'iter di una pericolosa follia, adatta a facilitare scempi di cui non si avverte necessità. All'indice edilizia, strade, fotovoltaico a terra e impianti per biomasse, dove si sospetta siano destinate le potature delle piante capitozzate e pure l'olio. Per ricavare spazio, gli alberi vengono severamente mutilati, quindi sradicati e ripiantati uno sull'altro ai margini dei terreni, come abnormi bordure. Molti muoiono; altri, deformi, sopravvivono a costo di sofferenze, qualcuno finisce come decoro nei parchi di ville o resort, persino all'estero: comunque il paesaggio è stravolto per sempre. L'esempio di Carpignano, dove sono stati sradicati migliaia di ulivi antichi di cui 14o monumentali, le voci che anticipano un mega espianto a Lequile, la dispersione di diossina che ha condotto alla chiusura, nel 2010, della centrale a biomasse legnose di Maglie e costretto all'uccisione di bestiame, oltre all'isolamento di chilometri di terra contaminata: tutto riconduce a una politica che ha cavalcato l'ambientalismo galoppando in opposta direzione. Volto storico e magnifico della Puglia, gli uliveti andrebbero tutelati come difese agroforestali, puntando, come suggerisce la rete del Salento, sul biologico; olio, miele e pascoli naturali.