«Fermate i lavori, fermate i buchi nellaffresco del Vasari». È lappello al sindaco Matteo Renzi e alla soprintendente al polo museale Cristina Acidini che porta la firma di 35 illustri studiosi e storici dellarte. Accademici italiani e internazionali dai nomi altisonanti. Ma non finisce qui: il presidente nazionale di Italia Nostra Alessandra Mottola Molfino ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze per capire se siano «ravvisabili profili penalmente rilevanti». La caccia al Leonardo perduto è cominciata sei giorni fa, quando dai ponteggi montati nel salone dei Cinquecento, lo staff di Maurizio Seracini ha dato il via al primo dei sette fori previsti, per introdurre una microcamera nellintercapedine esistente dietro laffresco. Ma lappello non aspetta i risultati, che al momento appaiono ancora incerti: «Desideriamo esprimere la nostra grande preoccupazione per la sorte dellaffresco di Giorgio Vasari in Palazzo Vecchio, che in questi giorni viene bucato a più riprese nel tentativo di rintracciare quel che potrebbe rimanere della Battaglia di Anghiari di Leonardo», si legge in testa allappello che ha come primo firmatario laccademico dei Lincei Salvatore Settis. Poi lo storico dellarte Tomaso Montanari, i docenti di storia dellarte moderna Francesco Caglioti (Napoli) e Antonio Pinelli (Firenze), il vicepresidente emerito della Corte costituzionale Paolo Maddalena. Una lunga lista di firmatari che continua, tra gli altri, col direttore del Kunsthistorisches Institut di Firenze Alessandro Nova, il curatore capo della pittura europea del Metropolitan Museum di New York Keith Christiansen, il direttore dellInstitute of Fine Arts di New York Patricia Rubin, Charles Dempsey della John Hopkins University. Quindi lurbanista Vezio De Lucia, il presidente dellIstituto nazionale di storia dellarte Adriano La Regina, lo storico dellarchitettura Cesare De Seta, Julian Hardner della National Gallery of Art di Washington DC, Oliver Bonfait docente di storia dellarte moderna a Digione, Vittorio Emiliani presidente del comitato per la Bellezza, Marzia Faietti vicepresidente della sezione italiana del "Comité international histoire de lart". «Riteniamo del tutto improbabile che Vasari abbia sigillato qualcosa di ancora leggibile sotto un muro», scrivono gli studiosi italiani e stranieri nellappello. Convinti che adesso si debba arrivare ad uno stop: «Condividiamo le ragioni dellesposto di Italia Nostra alla procura e chiediamo al sindaco Renzi e alla soprintendente Acidini di fermare i lavori. E di non riprenderli senza aver insediato un osservatorio terzo, formato da autorevoli specialisti di storia dellarte del Rinascimento», è il passaggio cruciale dellappello che porta anche la firma di Rita Paris, direttore del museo di Palazzo Massimo di Roma, dellex dirigente dei musei di Palazzo Vecchio Chiara Silla, oggi dirigente della Regione, il docente a Perugia Mario Torelli e il docente a Napoli Carlo Gasparri. Oltre al restauratore dellOpificio delle Pietre Dure Roberto Bellucci. Che come la funzionaria Frosinini giudica i fori rischiosi.