Un esposto e un appello Un appello firmato da illustri storici dellarte, non solo italiani, e un esposto di Italia Nostra alla Procura di Firenze potrebbero fermare le ricerche dellaffresco leonardesco della Battaglia di Anghiari. Lopera si dice possa essere su una parete della Sala dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, sotto il dipinto di Giorgio Vasari. Ne è convinto Maurizio Seracini, ingegnere biomedico, che a sua volta ha convinto il sindaco Matteo Renzi e la soprintendente Cristina Acidini a procedere nelle ricerche (finanziate dal National Geographic). I lavori, svolti con una sonda, vanno avanti da qualche giorno. Lesposto viene presentato stamattina. Lappello è firmato, fra gli altri, da Salvatore Settis, Francesco Caglioti, Antonio Pinelli, Tomaso Montanari, Cesare De Seta, Donata Levi, Paola Barocchi, Giovanni Agosti, Keith Christiansen (responsabile della pittura europea del Metropolitan Museum), Patricia Rubin (direttrice dellInstitute of Fine Arts di New York). Il documento esprime «grande preoccupazione» per la sorte dellaffresco di Vasari «bucato a più riprese». «Riteniamo del tutto improbabile», si legge, «che Vasari abbia sigillato qualcosa di ancora leggibile sotto un muro, e ci preoccupa che siano stati a dir poco sottovalutati i più attendibili risultati della ricerca storico-artistica, i quali mostrano che la Battaglia era con ogni verosimiglianza sulla parete opposta a quella che ora si sta forando».