A Monza il primo giardino allinglese dItalia va in rovina Il direttore: servono decisioni subito Il più grande parco cintato dEuropa, quello della Villa Reale di Monza, va in rovina. Mancano i soldi per la manutenzione ordinaria, in diverse zone una semplice passeggiata diventa pericolosa. A dirlo, ora, sono anche i cartelli sistemati ai 25 ingressi dal Comune di Monza, che con quello di Milano, la Regione e il ministero dei Beni culturali dovrebbe prendersi cura dei suoi 685 ettari di verde. Ma con le casse vuote e un continuo rimpallo di competenze, anche aprire e chiudere i cancelli è diventato un problema. Esempio di primo giardino allinglese realizzato in Italia, negli ultimi anni per colpa dellincuria il parco di Monza ha perso il 40 per cento del suo patrimonio arboreo. «Non sappiamo più come fare» ammette Fabio Berti, direttore del Parco. «Se non si interviene subito rischiamo di perdere un bene prezioso» avverte Elena Colombo della lista civica Faglia, allopposizione di centrosinistra. Che si entri da Porta Monza o Porta Vedano, poco cambia. Il biglietto da visita è sempre lo stesso: "Pericolo sentieri disconnessi", oppure "Pericolo caduta rami". Da più di due anni sessanta alberi di grandi dimensioni dovrebbero essere abbattuti: «Abbiamo da tempo le autorizzazioni» dice il direttore, ma per ora niente soldi: unica soluzione, transennare le aree a rischio. Colpa dei continui tagli: nel 2004 furono stanziati 483mila euro che via via si sono assottigliati. Lo scorso anno furono 264mila, questanno la metà. Solo per tenere in ordine i fabbricati ne occorrono 120mila: un capitolo di spesa che nel 2011 si è arenato a quota 34mila euro. «In queste condizioni anche andare avanti con i fornitori è unimpresa» confida Berti. I soldi "una tantum" per riparare gran parte dei guasti ci sarebbero: ben 866mila euro stanziati dalla Regione. Che però sono fermi perché il bando per laggiudicazione dei lavori è stato bloccato da uno dei concorrenti che ha fatto ricorso. Anche lassegno di 80mila euro staccato dal Comune di Monza è in stand-by. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i cestini traboccano spazzatura, i vialetti sono sconnessi, i muri di cinta cadono a pezzi. I bagni non possono essere spurgati. Cartelli e panchine sono palestre per vandali e da anni non vengono sostituiti. Dei 16 chilometri di siepi, che dovrebbero essere tagliate tre volte allanno, questanno ne sono stati curati solo tre. «Dal prossimo anno la situazione potrebbe sbloccarsi con leffettiva presa in gestione da parte del consorzio - dice Pierfranco Maffè, assessore comunale al Parco - Sono convinto che troveremo i 60 mila euro necessari per intervenire». «Non servono provvedimenti tampone ribatte dallopposizione Elena Colombo ma interventi strutturali».