Idee stravolte: i quattro estensori declinano l'invito alla presentazione Pronti via, si parte con la grana. Sarà un taglio del nastro senza i progettisti, domani pomeriggio, per il ristrutturato e ampliato museo civico di Crema e del Cremasco. Un'assenza voluta, premeditata, addirittura annunciata in bella forma all'assessore alla Cultura Paolo Mariani: gli architetti Magda Franzoni, Flavio Cassarino e Marco Ermentini e l'ingegnere Bernardo Vanelli, coloro che quattro anni fa avviarono il progetto di restyling poi terminato da altri, non parteciperanno alla festa in aperta polemica con l'amministrazione comunale. Il motivo? Da quando il loro incarico è scaduto e il Comune ha preso in mano le redini dell'intervento, sostengono i quattro, il progetto è stato completamente rivoluzionato, snaturato, rovinato. «Il percorso operativo successivo alle opere da noi progettate e dirette scrive la referente Franzoni in una nota fatta protocollare in municipio ha portato ad un risultato architettonico, conservativo, percettivo, culturale e simbolico sostanzialmente diverso da quello previsto dal progetto da noi elaborato». Un malcontento che già era trapelato nei mesi scorsi, quando il Comune stava provvedendo alla rifinitura del museo: allora Franzoni e colleghi criticarono l'allestimento del bar ricavato all'interno del complesso. Ma questa volta il dito è puntato contro l'intero complesso e i toni sono decisamente più alti, come testimonia la scelta di recapitare una nota ufficiale in municipio e quella ancor più eclatante di non presenziare al taglio del nastro. «Nel ringraziarla per l'invito all'inaugurazione esordisce Franzoni nella nota , siamo dispiaciuti di doverle comunicare che non ci sarà possibile essere presenti all'evento». L'architetto ripercorre poi brevemente la cronistoria dell'intervento di ristrutturazione complicata in corso d'opera dal fallimento della ditta de L'Aquila a cui il Comune aveva appaltato i lavori edili. E' stato proprio a quel punto che, rescisso il contratto con l'azienda, il Comune assunse il comando delle operazioni e portò a termine l'opera senza più consultare i quattro progettisti cremaschi. «E' risaputo sottolinea Franzoni che il percorso travagliato dei lavori ha generato enormi difficoltà ai sottoscritti e all'amministrazione. Sono altresì conosciuti gli sforzi in cui ci siamo dibattuti unitamente al personale degli uffici comunali per il buon esito delle procedure». Proprio a fronte di tale impegno, Franzoni, Cassarino, Ermentini e Vanelli si sentono traditi dall'assessore Mariani e dalle scelte architettoniche intraprese per portare a termine l'intervento. «Alla luce di ciò conclude Franzoni , riteniamo di non poter partecipare alla cerimonia di inaugurazione. Non è neppure possibile la consegna di un cd riassuntivo delle opere da noi progettate e dirette, dal momento che gli atti inseriti, sovrapposti allo stato attuale dei luoghi, genererebbero certamente incresciosi equivoci interpretativi».