Trovati calce e intonaco. I ricercatori: ma lui usava altri materiali I colori. «Potrebbe essere materiale organico, forse uovo utilizzato per le sinopie» Nella notte, quando il Salone dei Cinquecento si svuota dai turisti e dai partecipanti ai convegni, la sonda del team di ricercatori guidati dal professor Seracini si mette al lavoro per andare a «vedere» cosa è nascosto dietro all'affresco del Vasari, quello della parete est. I lavori iniziano verso le 21,30 e continuano per almeno quattro ore. Ieri notte c'è stato il terzo tentativo, dei sette concessi dalla Soprintendenza, di caccia alla Battaglia di Anghiari. Il primo passaggio dello strumento endoscopico dietro l'affresco vasariano ha scoperto il vuoto, forse quello messo a protezione del dipinto: sul secondo foro (fatto nella metà di sinistra dell'affresco) ci si è concentrati di più, si è cercato di ampliare lo spazio di azione della sonda, senza riuscirci: il muro di mattoni che ospita la Battaglia di Scannagallo è spesso ben 15 cm, l'intonaco vasariano misura 1,2 cm, «l'intercapedine non dovrebbe superare 1,6 cm», precisa Fabrizio Bandini, direttore tecnico del gruppo di restauratori dell'Opificio delle Pietre Dure che si occupa di rendere l'indagine promossa dal National Geographic la meno invasiva possibile». I restauratori indicano le parti sul dipinto dove ci sono già abrasioni, lacune o stuccature non originali: «E' un lavoro di compromesso tra le legittime esigenze della ricerca e quelle della conservazione dell'opera vasariana spiega Marco Ciatti, direttore del laboratorio di restauro dei dipinti dell'Opificio Il nostro è un lavoro di consulenza, i fori servono a far passare una sonda spessa meno di 5 mm. Sono scelti nella fascia mediana, il più possibile vicini a quelle discontinuità nel muro individuate da Seracini (il georadar e la termovisione, ndr)». La sonda ha una microtelecamera ma riesce anche a raccogliere microframmenti: «Per il momento sono state rinvenute tracce di calce e intonaco ma non riconducibili ai materiali usati da Leonardo», dice Bandini. E possibile che le indagini continuino anche la prossima settimana perché i ponteggi, grazie alla disponibilità del National Geographic resteranno qualche giorno in più (ancora da definire con esattezza): «Questo ci consentirà di fare una mappatura delle criticità dell'affresco del Vasari e individuare i problemi conservativi che non sembrano gravi", dicono i restauratori. Prematuro per loro commentare le tracce di pigmento trovate insieme ai frammenti di intonaco: «Potrebbe essere materiale organico, forse uovo utilizzato per le sinopie. Ci sono elementi interessanti», dice il presidente del Consiglio comunale di Firenze Eugenio Giani che ha assistito alle indagini di giovedì notte.