Cosimo Bracci Torsi Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa Sull'edizione fiorentina del Corriere della Sera (del 22 novembre) e sulle edizione locale del Tirreno (1 dicembre) leggiamo della notizia dell'intervento di Esselunga in soccorso di un'opera d'arte pisana. Abbiamo preso atto con piacere del meritorio intervento di Esselunga per il restauro della tavola con la Lapidazione di Santo Stefano, custodita nella chiesa dei Cavalieri, che risulta bisognosa di un urgente intervento di restauro. Dall'evidenza data da amministrazioni pubbliche e dai predetti organi di stampa all'operazione, si può certamente dire che essa è stata anche un buon investimento pubblicitario; essa ha inoltre permesso alla locale Soprintendenza di rinunciare al contributo di 80.000 euro già concesso da questa Fondazione per lo stesso restauro conservativo ed alla Fondazione medesima di destinare la somma ad altri interventi altrettanto urgenti ed interessanti. È indubbiamente importante che enti pubblici e privati cittadini collaborino finanziariamente alla conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico. Per quanto concerne però una supposta e lamentata sordità delle istituzioni locali ci sembra opportuno ricordare che, come ben sanno Soprintendenza e Rettore della chiesa, questa Fondazione privata è ripetutamente intervenuta in misura ben significativa sui monumenti dell'intera piazza dei Cavalieri ed in particolare per la sola chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, come emerge dai seguenti dati. 2011: 200.000 euro per il restauro delle pareti interne della chiesa di recente danneggiate dalle infiltrazioni che hanno colpito anche il quadro del Vasari; 2011: 80.000 euro (cui Soprintendenza ha rinunciato) per il restauro della tavola vasariana; 2003: 640.000 euro per il restauro delle facciate e del paramento esterno della chiesa; 2001: 300.000 euro per il restauro e la ricollocazione delle bandiere turche.