Lentini. Sono molti gli appassionati di archeologia, che da tempo chiedono di poter continuare una attività di scavi permanente di tutela e valorizzazione dell'intero patrimonio archeologico dell'intero territorio, che rimane sepolto. «Gli scavi di Leontinoi, insieme al Castellaccio e al Museo Archeologico, potrebbero essere meta di visitatori e studiosi a condizione che si concordi su un progetto di gestione che nasca dall'intesa tra i due Comuni, e veda il coinvolgimento della Soprintendenza ai Beni Culturali e Archeologici di Siracusa, e delle associazioni che a vario titolo nel territorio si occupano di cultura e di storia». E' quanto sostengono i consiglieri comunali Ciro Greco e Alfio Mangiameli, che si dicono favorevoli a continuare la campagna di scavi, che, recentemente ha visto impegnati presso la Porta nord dell'area archeologica di Leontinoi (adiacente piazza Oberdan), giovani aspiranti archeologi, tutti allievi della scuola di specializzazione della facoltà di archeologia dell'Università di Catania. Le indagini archeologiche eseguite dall'Università di Catania negli anni '50, consentirono di mettere in luce soltanto un tratto meridionale delle fortificazioni urbane e una delle due porte descritte dallo storico Polibio. In anni recenti è stato possibile individuare l'area della porta nord, oggetto di due brevi campagne di scavo. E' stato proprio questo elemento ad aver stimolato i due uomini politici nella continuazione del progetto promosso dal direttore della scuola di Specializzazione di Archeologia, il prof. Massimo Frasca, chiedendo di finanziare con un modesto contributo una iniziativa dal forte contenuto didattico e formativo e dalle ricadute positive sul turismo e sulla città. L'anno scorso fu il consigliere comunale di Carlentini Michele Ruma, ex assessore alla cultura, a proporre un'intesa costruttiva tra i Comuni di Lentini e Carlentini, per intercettare risorse dalla comunità europea e puntare a un progetto che facesse del turismo un settore dell'economia dei due Comuni. Per studiare gli scavi da vicino, cinque anni fa, la preside Maria Arisco, ex assessore alla cultura e attuale presidente della sezione dell'archeoclub di Lentini, lanciò il progetto della nascita di un laboratorio per scoprire e valorizzare gli scavi e i reperti archeologici di «Leontinoi». Non è la prima volta che nel comune di Lentini vengono promosse iniziative per valorizzare il parco archeologico Leontinoi. Qualche anno fa il compianto prof. Cirino Gula, in qualità di ispettore onorario ai beni culturali, a farsi promotore di iniziative per valorizzare il parco archeologico. L'obiettivo più realistico sarebbe, alla stessa stregua di come avviene per il Castellaccio, la riapertura del parco archeologico Leontinoi, almeno nei fine settimana e l'avvio di una campagna di comunicazione che punti a far conoscere all'esterno l'importanza di questo patrimonio.
Lentini. Nuovi scavi al Castellaccio e a Leontinoi
I consiglieri comunali Ciro Greco e Alfio Mangiameli sostengono la continuazione degli scavi di Leontinoi, insieme al Castellaccio e al Museo Archeologico, con un progetto di gestione che coinvolga la Soprintendenza ai Beni Culturali e Archeologici di Siracusa e le associazioni locali. Gli scavi, eseguiti dall'Università di Catania, hanno messo in luce un tratto delle fortificazioni urbane e una delle due porte descritte da Polibio. I due uomini politici chiedono di finanziare un progetto con un modesto contributo per continuare gli scavi e valorizzare il patrimonio archeologico.
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