Visita guidata all'antico edificio: ci vogliono 8 milioni di euro PISA. Con le celebrazioni della Festa della Toscana, le porte del settecentesco teatro Rossi, in via del Collegio Ricci, si sono aperte ieri a pochi amministratori locali e alla stampa. Sotto la guida del professor Natale Gucci, che ha seguito gli ultimi lavori di restauro dell'edificio, e di Alba Macripò, funzionaria della Soprintendenza, è stato possibile così esplorare un autentico gioiello di architettura, risalente proprio a quel periodo storico che vanta l'editto del Granduca Leopoldo sull'abolizione della pena di morte. Inaugurato nel 1771, infatti, l'allora teatro Prini venne intensamente utilizzato per le serate di gala della corte granducale. Anche se il tempo ha visto avvicendarsi vari proprietari, dall'accademia dei Costanti ai Ravvivati, il teatro ha vissuto un lungo periodo di attività fino al 1867 quando, con la nascita dell'attuale teatro Verdi, ne ha subìto la competizione fino a ricoprire una posizione subordinata che l'ha condotto al fallimento. Reintitolato teatro Rossi in onore del celebre attore livornese, l'edificio ha poi visto alternarsi varie vicende, che, nel dopoguerra, si sono concluse con l'acquisizione da parte dello Stato e l'utilizzo come cinema fino al 1966. Da quell'anno il Rossi è rimasto a lungo chiuso e dimenticato, adibito a magazzino e ridotto in rovina. Dal 1981, col subentro della custodia della soprintendenza, è iniiato il restauro. Agli anni Novanta, infine, risalgono gli interventi di rinforzo delle fondazioni e dei solai, la ricostruzione di pareti e il miglioramento della sismoresistenza degli archi scenici. Da qualche anno, a causa della mancanza dei finanziamenti necessari per finire i lavori, stimati circa in 7-8 milioni di euro, il teatro è di nuovo in stallo. L'edificio non ha ancora i requisiti di agibilità richiesti per una riapertura delle attività e la visita organizzata ieri, che precedeva il concerto a Palazzo Reale con le autorità, voleva essere proprio un tentativo di sensibilizzazione politica a vari livelli per non lasciare che il teatro Rossi, ormai a un passo dal rifiorire, venga ancora negato per tanto tempo alla città. In posizione centrale, con affaccio su piazza Carrara e una capienza di 300-400 posti, questo teatro potrebbe essere l'alternativa ideale per ospitare numerosi spettacoli che non trovano ora la giusta collocazione.