Al via i lavori conservativi nello storico sito di San Giuseppe dei Teatini Finalmente sono partiti i lavori di restauro conservativo della chiesa di San Giuseppe dei Teatini che si trova nell'angolo di via Maqueda e corso Vittorio Emanuele. L'intervento tende a risanare la struttura religiosa dalle infiltrazioni di acque piovane che hanno danneggiato gli affreschi della navata centrale. Il progetto di restauro è dell'arch. Giovanni Di Fisco; ente appaltante la Sovrintendenza di Palermo. «La chiesa - spiega lo storico dell'arte Pierfrancesco Palazzotto - prende il nome da un'altra più antica, di proprietà della Confraternita dei Falegnami, che fu ceduta ai padri Teatini e demolita nei primi del Seicento. In quell'occasione la Confraternita ottenne che la nuova chiesa mantenesse la tradizionale devozione, che vi fosse nella facciata principale la statua del Santo e che la cappella a sinistra del presbiterio fosse di loro esclusiva pertinenza, cosa che si evince tuttora dalla presenza della statua lignea del Santo dei primi del Seicento». Dal 1612 i Teatini, ordine fondato da San Gaetano da Thiene, poterono costruire la propria maestosa chiesa, che tendeva a rivaleggiare per bellezza e imponenza con la coeva Casa Professa dei Gesuiti. Anche nell'architettura interna possiamo notare la ricercata eleganza dell'insieme, in cui per la prima volta a Palermo si utilizzava il sistema degli archi realizzati con pietra e colonne di Billiemi. Continua Palazzotto: "All'epoca queste maestose colonne monolitiche fecero sensazione in città, mentre venivano trasportate per le strette vie sui carri". Fu così che nacque la famosa via Colonna Rotta, che si trova nei pressi di corso Alberto Amedeo. E il Mongitore, nella sua opera "Della Sicilia ricercata", a riferire che, durante la costruzione del tempio di San Giuseppe dei Teatini una delle colonne di marmo, durante il trasporto dalla cava del Monte Billiemi, si ruppe in tre parti e rimase per lungo tempo abbandonata sul posto. Da allora la gente del luogo chiamò la strada via Colonna Rotta. Ma ritorniamo a questa bellissima chiesa. Scrive Adriana Chirco in "Palermo città ritrovata": "La facciata principale, su corso Vittorio Emanuele, fu ultimata solo nel 1844 in stile neoclassico: nella nicchia sopra il portale è la statua del Santo titolare, eseguita da Baldassare Pampilonia nel 1738; sotto è posto lo stemma dei Falegnami che qui avevano la loro chiesetta intitolata a S. Elia. L'elegante prospetto laterale destro, sulla piazzetta San Giuseppe, riprende gli ordini del contrapposto Cantone di piazza Vigliena. Al secondo e terzo ordine, sopra la porta d'ingresso, sono due nicchie: quella centrale, sovrastata da stucchi con mascheroni, ospita la statua di grandi proporzioni di San Giuseppe: nella nicchia sovrastante è la statua di S. Andrea da Avellino. Sul muro d'attico è lo stemma dei Teatini". L'interno è grandioso; ripartito in tre navate, ha profondo presbiterio con abside semicircolare. E la Chirco: "La volta della navata centrale, danneggiata durante la seconda guerra mondiale e successivamente ripristinata sulla scorta di fotografie, illustra con affreschi seicenteschi di Filippo Tancredi, episodi della vita di San Gaetano tra stucchi dorati di Paolo Corso; nelle vele degli archi sono figure degli Apostoli, iniziate nel 1798 da Giuseppe Velasquez e compiute da Vincenzo Manno (1799). La cupola, invece, fu dipinta con il Trionfo di S. Andrea d'Avellino nel 1734 da Guglielmo Borremans".
Palermo, San Giuseppe dei Teatini. Un restauro atteso da tempo
I lavori di restauro conservativo della chiesa di San Giuseppe dei Teatini a Palermo sono iniziati. La struttura religiosa è stata danneggiata dalle infiltrazioni di acque piovane che hanno danneggiato gli affreschi della navata centrale. Il progetto di restauro è stato realizzato dall'architetto Giovanni Di Fisco e l'ente appaltante è la Sovrintendenza di Palermo. La chiesa prende il nome da un'altra più antica, di proprietà della Confraternita dei Falegnami, che fu ceduta ai padri Teatini e demolita nei primi del Seicento. La chiesa è stata costruita nel Seicento e presenta una bellezza e imponenza simili a quella della coeva Casa Professa dei Gesuiti.
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