ENNESIMO accanimento nei confronti del Caravaggio di Palermo, "Natività con i Santi Lorenzo e Francesco", sostituito con una stampa fotografica, in dimensioni originali, ed esposto con disinvoltura al posto dell'opera trafugata nel 1969. Come se qualsiasi copia di un originale di opere artistiche potesse sostituire la stessa opera ed essere esposta al posto di questa nello stesso luogo in cui è stata esposta per secoli o meglio nell'incavo di quella che era la cornice che la conteneva. Parlare di dissacrazione dell'opera sarebbe solo un eufemismo che non darebbe il giusto valore al disappunto che dovrebbe provare chi entra nell'Oratorio di San Lorenzo (ornato degli stucchi del Serpotta, anche questi in parte rubati)e al posto dell'originale si trova di fronte una stampa che deturpa con la sua presenza la visione stessa dell'assenza della tela del Caravaggio. Mi chiedo se tale errore, spirituale in primo luogo visto che ci troviamo in un luogo sacro, sia stato avallato dal convento dei Francescani o dalla stessa Soprintendenza. Se così fosse, si potrebbe ancora una volta confermare in quali mani sia stata in precedenza l'opera, unica per Palermo, a testimonianza del passaggio in Sicilia del Caravaggio. Probabilmente, ma spero il contrario, sono rimasto tra i pochi a pensare e sperare che l'originale possa ritornare al suo posto, anche se poco si continua a fare, ma forse qualcuno lo ha già sostituito definitivamente con una copia e poco importa se fotografica o pittorica, avallando ciò con un indecente «ma il visitatore vuole vedere almeno una copia dell'originale». Ci sarebbe ancora da chiedersi (così come in tanti pensarono dopo il più che facile furto) se forse Palermo meriti la perdita dell'opera del Caravaggio. Io, che amo Palermo quanto la mia città, dico sinceramente di no.