Lo storico dell'arte presenta oggi il suo libro alla biblioteca Guglielmi UN GRANDE malato si aggira per il Bel Paese. Che forse non è più tale se «il grande malato che soccombe sotto inesorabili colate di cemento», secondo la definizione di Salvatore Settis,è il paesaggio. L'archeologo e storico dell'arte sarà oggi a Bologna per discutere del suo libro, uscito con Einaudi, «Paesaggio, Costituzione, cemento» nell'ambito degli incontri organizzati dall'Istituto dei Beni Culturali di via Galliera. PERCHÉ si è arrivati a questo, è uno dei punti dell'analisi di Settis che sul consumo di suolo dà dati impressionanti. Secondo l'Istat dal 1995 al 2006 sono stati rilasciati permessi per 3,1 miliardi di metri cubi e su circa 750 mila ettari di suolo s'è costruito, in un'area grande quanto l'Umbria. Un culto del mattone che, secondo l'autore, fa parte pure di una cultura arcaica tipicamente italiana, alla quale si è sommata una tendenza speculativa, un prevalere della rendita fondiaria, che non produce ricchezza e un'altrettanta devastante dinamica che ha visto i Comuni italiani in tempi di tagli statali, provare a reagire ai bilanci in rosso, facendo cassa con le concessioni edilizie. Fattori economici che si riverberano poi su quello che vediamo, abitiamo, viviamo tutti i giorni. Scenari da urban sprawls, dove la città si espande senza limiti, sfregiando la campagna, occupando l'orizzonte di insediamenti produttivie abitativi.E l'Emilia-Romagna (con il Veneto) è uno degli esempi negativi citati, «una nuova desolante configurazione del panorama italiano in cui è saltato l'equilibrio cittàcampagna», alla quale pare non esservi scampo. «Ma vorrei essere ottimista - dice Settis - C'è un'opposizione che cresce. Credo in un'azione popolare, promuovere capillarmente azioni di contrastoa questa devastazione. Se piace di più, chiamiamola class action, ma serve mettere in rete tutte le azioni, da quelle degli amministratori pubblici ai singoli comitati di cittadini. Va riscoperto insomma lo spirito di pubblico interesse, una cosa sancita dalla Costituzione». L'incontro tra Settis e Marco Cammelli, presidente della Fondazione del Monte, è previsto per le 17.30 alla biblioteca «Giuseppe Guglielmi» di via Marsala 31. SEGUE A PAGINA XIII