Il j'accuse in un dossier: "Tempi dilatati, gestione inefficace. E dal '90 costi triplicati" LA LINEA C della metropolitana di Roma finisce sotto i riflettori della Corte dei Conti. Una relazione fitta di quasi 150 pagine scritta dalla sezione centrale di controllo è pronta per essere sviscerata martedì 6 dicembre, con la convocazione di tutti gli uffici competenti. All'adunanza 30 "amministrazioni" di riferimento, tra ministeri, comitati, enti locali, fino a Roma Metropolitane e Metro C. Il dito è puntato sulla dilatazione dei tempi di realizzazione, sull'inefficienza nella direzione dei lavori e sulle «incognite» che gravano sulla complessiva fattibilità dell'opera. «La tormentata e lunghissima vicenda progettuale ed esecutiva della linea C, il cui primo progetto di massima risale al 1990 e la cui realizzazione era prevista per il Giubileo, rischia di inficiare l'efficacia dell'investimento e la qualità finale di un'opera pensata oltre 25 anni prima della sua messa in esercizio», si legge nell'istruttoria della Corte dei Conti. Pertanto l'indagine mette in evidenza come la linea C sia un'impresa «non priva di incognite, essendosi esaurite anzitempo le risorse per la realizzazione integrale ed essendo stato disatteso l'effettivo impegno della copertura finanziaria relativa all'intero tracciato fondamentale». All'ordine del giorno, martedì prossimo, ci sarà il lungo iter progettuale su cui pesano modifiche in corso d'opera, come l'abbandono della realizzazione di opere integrative nelle tratte centrali, che avrebbero personalizzato il tracciato "archeologico", le difficoltà economiche a realizzare la tratta centrale, e la soppressione di alcune stazioni cruciali. Ripensamenti progettuali che insieme all'incertezza delle risorse «rendono impietoso il confronto con i tempi assai rapidi di progettazione ed esecuzione di altre metropolitane europee», si legge nella relazione. Conti alla mano, nel dicembre 2001 (delibera Cipe) si stimavano 1.925 milioni di euro, mentre ad oggi il costo dell'opera è aggiornato a 3.379.686.560 euro «privo delle qualificanti opere integrative delle tratte centrali». Con la tratta del centro storico, quella evidentemente più complessa, «l'onere è destinato ad aumentare notevolmente». Per fare un esempio, il costo chilometrico della tratta T3 è passato dai 145 milioni di euro contrattuali agli attuali 273. Le perplessità della Corte dei Conti si concentrano, poi, sull'affidamento all'esterno di Roma Metropolitane della direzione dei lavori e del collaudo che «mal si concilia con una struttura specializzata costituita da ingegneri e tecnici». E «in violazione delle normative comunitarie, gli incarichi di collaudo sono stati affidati intuitu personae, senza alcuna forma di selezione o pubblicità, pur in presenza di compensi rilevantissimi». Tradotto in euro, significa che per due sole tratte, la T4 e la T5, il compenso da contratto si attesta a circa mezzo milione per almeno tre collaudatori.
Roma. Metro C, l'altolà della Corte dei Conti
La Corte dei Conti ha convocato tutti gli uffici competenti per discutere una relazione sulla Linea C della metropolitana di Roma. La relazione critica la dilatazione dei tempi di realizzazione, l'inefficienza nella direzione dei lavori e le incognite sulla fattibilità dell'opera. La Linea C è stata progettata nel 1990 e la sua realizzazione era prevista per il Giubileo, ma è stata ritardata e il costo è aumentato notevolmente. La Corte dei Conti ha anche criticato l'affidamento all'esterno di Roma Metropolitane della direzione dei lavori e del collaudo, che non si concilia con la struttura specializzata. Il costo della Linea C è passato da 1.
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