Il progetto Sarebbe il primo in Europa: ce lo anticipa l'assessore Scaletti. "Ci ispiriamo a Washington" DEDICATO alle news, all'oggi che passa sotto i nostri occhi, alle pagine (di carta o digitali) che sfogliamo e che si accavallano correndo lungo un binario infinito delle cose che succedono. Un museo dedicato all'informazione: «Sarebbe il primo in Europa» spiega l'assessore alla cultura della Regione Cristina Scaletti che ha già individuato il posto, la Villa Medicea di Careggi. Un posto adesso abbandonato e malinconico che verrà ristrutturato con un intervento da dieci milioni di euro: «A breve verrà avviato il cantiere e i lavori potranno cominciare». La Villa Medicea è una scelta precisa: «Ha un'importanza storica eccezionale perché lì è morto nel 1492 Lorenzo il Magnifico e lì era ospitata l'Accademia Neo Platonica di cui facevano parte gli intellettuali più importanti dell'età dell'Umanesimo». Il messaggio passa anche dalle stanze che scegliamo di abitare. «Quella villa ha una forza evocativa, volevamo trovare un significato innovativo e internazionale che in qualche modo si riconnettesse al ruolo che la conoscenza ha nello sviluppo della civiltà» racconta l'assessore. Nel XV secolo la riscoperta dei classici e lo sviluppo delle arti e della scienza aprono le strade al Rinascimento, nel XXI secolo la divulgazione rapida delle comunicazioni fa sì che «il mondo diventi un villaggio globale e la libertà di informazione la base di ogni democrazia». Ma perché un museo dedicato alle news proprio in Toscana? «Perché interrogarsi sull'informazione è interrogarsi anche sulla democrazia e sulla giustizia e questa è la Regione che prima di tutte ha abolito la pena di morte» prosegue Cristina Scaletti. «II modello a cui pensiamo è il «Newseum» di Washington, cioè qualcosa che parli non soltanto della storia dell'informazione, ma soprattutto dei nuovi media, un luogo di cultura per riflettere sulla libertà di informazione e per esempio si ponga delle domande quando l'Italia scivola al 75esimo posto nel mondo». Ci sarà anche una sezione che ricostruisce la storia, con oggetti capaci di richiamare un'epoca, un personaggio, una notizia importante, un passaggio della tecnologia. Il progetto ha già incassato l'approvazione da parte della Fieg (Federazione Italiana Editori giornali) e lo staff dell'assessore assieme a quello della Fondazione Toscana è in contatto con il «Newseum». «Ci interessano i nuovi linguaggi museali, ci interessa fare della villa Medicea di Careggi un luogo di cultura, di formazione, di incontro e anche di ricercae divulgazione dei temi legati ai nuovi media, al problema dell'accesso alle reti, a come le informazioni circolano, agli ostacoli che incontrano, a chi cerca di addomesticarle». Il traguardo è fissato al 2015, l'anno dell'Expo: «Il progetto che nel corso del 2012 verrà dettagliatamente definito nei contenuti e nelle varie declinazioni, è promosso dalla Regione Toscanae potrà contare sulla collaborazione di numerosi studiosi ed esperti del settore dell'informazione - prosegue l'assessore seduta davanti alle vetrate del suo studio in via Farini - Stabiliremo anche forme di partenariato anche con soggetti privati al fine di sperimentare nuove modalità di gestione di un bene culturale di proprietà pubblica». In mezzo prendono il via i complessi lavori alla Villa Medicea, più di tremila metri quadrati da restaurare e un parco di 30mila a cui vanno aggiunti altri 4.300 metri quadrati di giardino all'italiana che verrà aperto alla città.